Giocare o non giocare in alta quota, questo l`amletico dubbio. Dopo la presa di posizione della Fifa di vietare le gare oltre i 3.000 metri con particolare riferimento alle partite che le nazionali dei Paesi delle Ande dovranno disputare, un conflitto di interessi potrebbe generarsi alla luce del possibile rifiuto del Flamengo di giocare una gara di Coppa Libertadores contro i peruviani del Cienciano, squadra della citta` di Cusco sita a 3.400 metri d`altezza.
Nonostante la normativa della Fifa, il presidente della Federcalcio peruviana, Manuel Burga, e quello del Cienciano hanno avvertito i brasiliani che qualora il prossimo 9 aprile non si presentassero a Cusco perderebbero la gara a tavolino, forti delle disposizioni della Confederazione Sudamericana di Calcio (Conmebol) per la quale le disposizioni di Blatter non valgono per la Libertadores e per la coppa Sudamericana. Inoltre, sempre il presidente Burga ha specificato come il Brasile sia stato uno dei membri del Conmebol a non condividere il criterio della Fifa che penalizza Bolivia, Colombia, Ecuador, Peru` e Messico.
Infine, a dimostrazione che l`altezza influisce relativamente sulle prestazioni delle squadre ospiti e` stato portato l`esempio del San Lorenzo, club argentino, che l`11 marzo scorso ha sconfitto, in Bolivia, il Real Potosi` per 3-2 giocando a 3.900 metri di altitudine. Forte della differente normativa sudamericana il presidente Burga ha ipotizzato uno scenario apocalittico per il Flamengo qualora si rifiutasse di giocare: esclusione dalla Coppa Libertadores da tre a cinque anni.
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