Eurosport - lun, 19 mag 21:38:00 2008
La Fiorentina ha guadagnato l'accesso alla Champions League al termine di una stagione brillante in cui la truppa di Prandelli ha dimostrato di meritarsi un posto tra le "grandi" italiane. L'ultimo acuto l'ha regalato Osvaldo, l'erede di Batistuta?
Al terzo tentativo la Fiorentina ce l'ha fatta, e ci sarebbe da dire finalmente. Perché la Viola già nel maggio 2006 aveva raggiunto l'Europa che conta, prima che lo scandalo di Calciopoli si abbattesse anche sulla società dei Della Valle. La lungimirante dirigenza gigliata, però, non si è rassegnata, ed ha programmato gli anni a seguire. Creare un grande gruppo e gradualmente riavvicinarsi alla Champions: obiettivo raggiunto.
Principali protagonisti delle ultime stagioni, il direttore sportivo Pantaleo Corvino e il tecnico Cesare Prandelli. Due che il calcio lo conoscono molto bene, e sanno come muoversi: il primo nella stanza dei bottoni, il secondo in panchina e dentro lo spogliatoio.
E quando il gruppo è forte, non ci si perde mai d'animo, neanche quando gli ostacoli sembrano insormontabili: pochi ci avrebbero scommesso dopo l'eliminazione dalla Coppa Uefa per quei maledetti rigori contro i Rangers, quasi nessuno dopo la sconfitta a Cagliari alla terzultima di campionato con il conseguente sorpasso in classifica da parte del Milan.
Eppure il gruppo ha continuato a volere la Champions, e l'epilogo non ha deluso nessuno. Anzi ha creato ancora più soddisfazione, perché a Torino sono scese in campo due squadre che non si sono risparmiate, ciascuna con la propria voglia di vincere.
"Abbiamo creato tante occasioni da gol ma la palla non voleva entrare - ha dichiarato Prandelli nel post gara - e Sereni è stato probabilmente il migliore in campo. Abbiamo anche rischiato molto perché Frey ha dovuto compiere degli interventi molto difficili. Forse ci ha guardato qualcuno da lassù, perché Osvaldo ha trovato un gol incredibile".
Ci ha pensato Pablo Daniel Osvaldo, 22 anni da Buenos Aires, con una magia che ha fatto tornare in mente quelle di un certo Gabriel Omar Batistuta, re di Firenze per tantissimo tempo, che con i suoi gol aveva trascinato la Fiorentina anche nella sua ultima apparizione in Champions League, ben 8 anni fa.
"E' stato davvero un gran gol - ammette Osvaldo - io sono venuto qui con tante aspettative e pian piano sto raccogliendo grandi soddisfazioni. Esulterò sempre con la mitraglietta, almeno fino a quando Batistuta non mi farà una telefonata. Cosa ne penso della mia stagione? Per questo tipo di commenti ci siete voi giornalisti...".
Una stagione da incorniciare, che pone le basi per la Fiorentina del futuro, con l'attuale gruppo già collaudato e qualche nuovo elemento per rinforzare i ruoli nevralgici. E la certezza che questo sia solo un punto di partenza, per nuovi, emozionanti, traguardi.
Peppe Meduri / Eurosport