Eurosport - mer, 19 dic 22:48:00 2007
La squadra di Rossi recupera una partita difficile contro il Napoli e conferma i progressi visti con Juve e Real
Malconcia, ferita, persino un po' derisa dai suoi stessi tifosi che attaccando Lotito, di tanto in tanto, non si dimenticano di rimbrottare i propri giocatori, cosa che accade rumorosamente nell'Olimpico semideserto prima del match. I presupposti non sono buoni, e il momento è pessimo. Quest'aquila, insomma, è ridotta davvero male... ma è viva. E con quel pizzico di orgoglio che consiglia prudenza ai suoi avversari.
Nella gara d'andata degli ottavi di finale di Coppa Italia la Lazio (Pandev nella foto), con venti minuti davvero intensi, rimette in piedi una partita difficile che sembrava già persa, e continua a dare segnali di lenti e costanti progressi: e contrariamente alle partite giocate bene e finite male contro Juventus e Real, stavolta c'è un po' sostanza nel piatto al termine del match .
Il primo tempo è orrendo, davvero inguardabile. La Lazio perde quasi subito (piove sul bagnato!) Meghni per infortunio, e senza fare sfracelli il Napoli passa, con Dalla Bona, primo gol stagionale alla sua prima gara da titolare di quest'anno, e rischia il raddoppio a più riprese. Spaventa la quasi totale assenza di reazione da parte laziale, accompagnata a un'inconsistenza davvero preoccupante.
Ma il secondo tempo vede subito la Lazio in attacco. Qualche accelerazione di Kolarov, un paio di intuizioni di Baronio, un'incursione di Pandev. E prima ancora che abbia il tempo di capire che la Lazio fa sul serio, il Napoli va sotto: su un calcio di punizione di Kolarov Gianello non trattiene e De Silvestri da due passi insacca facile facile. Cinque minuti dopo la Lazio conquista un buon calcio di punizione e lo affida a Baronio. La traiettoria è quella dei bei tempi, e ricama una parabola carica di effetto che si spegne nel sacco.
Il Napoli trova una traversa meravigliosa, ma che sa molto di episodio con Cannavaro, e poi non succede più nulla consentendo alla squadra di Rossi di tornare negli spogliatoi non per far festa ma per godersi un momento di serenità, merce davvero rara di questi tempi a Formello.
Sben / Eurosport