Eurosport - ven, 19 dic 10:41:00 2008
Resa nota la lista dei partecipanti della prossima America's Cup
Saranno 18 gli sfidanti dell'America's Cup, che si svolgerà nel 2010 e 2011 nelle acque di Valencia. Tra le barche in gara ci saranno anche 6 imbarcazioni italiane.
Sarà proprio l'Italia la nazione più rappresentata: oltre alle confermatissime Luna Rossa e Mascalzone Latino, infatti, il tricolore sarà rappresentato anche da Green Comm Challenge, Argo Challenge, Joe Fly e Dabliu Sail Project.
Rispetto all'ultima edizione saranno presenti tutte le imbarcazioni del 2007 ad eccezione dell'americana BMW Oracle, che ha contesta di fronte a una corte di New York la modalità della prossima sfida. Tra i nuovi sfidanti, inoltre figurano gli inglesi di Team Origin, Greek Challenge, un equipaggio russo (Russia Team), uno spagnolo (Ayre Challenge), uno francese (French Spirit di Marc Pajot).
Ecco, nel dettaglio, la lista dei 18 team iscritti:
Desafio Espanol (Spa; sfidante di riferimento), Shosholoza (Saf), TeamOrigin (Ing), Team New Zealand (Nzl), DCYC (ex Team Germany, Ger), Green Comm Challenge (Ita), Ayre Challenge (Spa), Victory Challenge (Sve), Argo Challenge (Ita), Mascalzone Latino (Ita), Team French Spirit (Fra), Luna Rossa (Ita), Russia Team (Rus), Joe Fly (Ita), K-Challenge (Fra), Greek Challenge (Gre), Dabliu Sail Project (Ita), China Team (Chn).
Commenti 1 - 4 di 4
credo che due team sia la soluzione ideale per le capacità velistiche italiane...ma torben grael s'è levato dai cojoni ?
Concordo con Renato Sorce un sindacato unico e uno staff tecnico sportivo unito potrebbe creare non poche difficoltà agli altri sindacati.
e così...anche questa volta....a meno che i kiwi non facciano una barca spettacolare.....la rivince sempre e solo lui.....e purtroppo....rimarrà ancora una volta una farsa...un giochino creato solo per fare un altro po' di soldarelli.....come se il signor immigrato non ne avesse già abbastanza....!!!!....
Ritengo che la presenza di 6 team italiani rappresenti una dispersione di preziose risorse.Sarebbe stato meglio creare un grande sindacato capace di competere al meglio in questa sfida,sia per una maggiore disponibilità economica sia per la creazione di uno staff tecnico sportivo allo stato dell'arte.La storia dell'America's Cup insegna che l'unione fa la forza.
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