Eurosport - gio, 20 mar 20:28:00 2008
Mannini, Possanzini e Cherubin sono stati sanzionati per non aver collaborato durante le procedure dell'antidoping
Il Giudice di Ultima Istanza in materia di doping del Coni ha squalificato per un mese Nicolò Cherubin, in questo momento all'Avellino ma in prestito fino al gennaio scorso alla Reggina, per 15 giorni Daniele Possanzini del Brescia e Daniele Mannini del Napoli. I tre sono stati deferiti per la mancata collaborazione in relazione all'espletamento delle procedure antidoping. Possanzini e Mannini compagni di squadra nel Brescia all'epoca del fatto, erano stati sottoposti a controlli al termine della gara Brescia-Chievo del 1 dicembre 2007 mentre Cherubin alla fine del match Reggina-Livorno del 31 ottobre 2007. I tre calciatori erano stati assolti il 29 gennaio scorso, in primo grado, dalla Corte di Giustizia Federale della Figc.
Invece il Gui del Coni "ritenuta la responsabilità dei calciatori in ordine all'addebito ascritto e in riforma della decisione impugnata" ha deciso di infliggere le squalifiche.
La procura aveva fatto ricorso anche in relazione al caso di Giampaolo Caruso un ciclista tesserato per la Lampre.
Il ciclista era stato assolto dalla Commissione Disciplinare della Federciclismo per il suo presunto coinvolgimento nell'Operacion Puerto con relativa violazione dell'articolo 2.2 del codice Wada (uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito). Caruso si era sempre detto estraneo ai fatti dichiarando la sua disponibilità a sottoporsi al test del Dna.
La Procura Antidoping, aveva chiesto due anni di squalifica per il ciclista scagionato in quanto non sono stati "ritenuti sufficienti gli indizi probatori a carico del deferito".
Il binomio doping - ciclismo è quanto mai attuale e scontato. Negli ultimi anni questo sport è stato falcidiato da episodi che hanno diviso le opinioni dei tifosi. Controlli a sorpresa, di notte, negli alberghi e nei momenti più inaspettati, quasi fossero interventi di squadre speciali di polizia alla ricerca di malviventi. Qualcuno però pensa che da qualche parte bisognerà pure iniziare.
Il ciclismo ha mosso i primi passi contro questo cancro, ma siamo sicuri che questo sia l'unico ad essere contaminato da questo male che si espande a macchia d'olio?
Ai prossimi Europei di calcio, in Austria e Svizzera i giocatori saranno sottoposti a controlli incrociati sangue-urina, anche a sorpresa: si cercherà dunque di scoprire l'uso eventuale di epo, ma anche di tutte le sostanze che spesso non si riescono a rilevare. Il calcio finalmente si mette in linea con le regole della WADA, l'agenzia Mondiale Antidoping. Il numero dei controlli dovrebbero essere circa trecento.
I controlli si effettueranno anche nelle sedi delle Nazionali dove avverranno dei veri e propri "blitz antidoping" nei quali saranno analizzati almeno dieci giocatori. Qualcosa si sta muovendo, anche nello sport più popolare al mondo.