Datasport dataspo

Ivana Iozzia, quando la prevenzione ti salva

Gio 20 Mar, 12:34 PM


La comasca Ivana Iozzia, domenica 9 marzo e` tornata a correre. Con un sorriso grande cosi`, ha disputato la maratonina di Como, senza alcuna ambizione di classifica, solo per la gioia di essere tornata in quel magico mondo podistico, che aveva temuto di perdere. La campionessa italiana di maratona negli ultimi due anni, si era fermata a inizio anno, dopo aver vinto una gara su strada a Modena.

Il 16 gennaio, ad una visita di routine per le mappature nevi (nei) le riscontrano una lesione melanocitaria, fortemente atipica all’altezza del ginocchio della gamba destra. Scoprire all’improvviso di avere un timore maligno ti puo` cambiare la vita e gettarti nella disperazione.

I giorni successivi illustrano un percorso che ha lasciato tracce indelebili. Ha voluto comunque raccontare questa esperienza, che dopo quasi due mesi di alterne sensazioni, ha ritrovato la luce della speranza concreta, di essere uscita dal tunnel.

Quando ti hanno consigliato l’intervento?

“L’asportazione cutanea e` stata effettuata subito. Confermando, caratteristiche di irregolarita` cliniche e dermatoscopiche. Ero serena. Se un nevo presenta il rischio di degenerare in tumore, c’e` la biopsia. “E’ la prassi” ho pensato “nulla di grave”` .

A casa?

“Legittima preoccupazione al mio dramma, ma anche e soprattutto grande supporto morale e incoraggiamento. L’esperienza ha innestato in me e nei miei famigliari una nuova presa di coscienza nei confronti di alcune forme tumorali, come il melanoma appunto, che, se non diagnosticate precocemente, possono portare in breve alla morte` .

Il tuo tecnico?

“Con Eugenio Frangi facciamo gioco di squadra nel bene e nel male. In questo periodo ci siamo sostenuti e incoraggiati a vicenda, uno era la stampella dell’altro. Naturalmente, di fronte alla salute tutto viene relegato in secondo piano, anche le ambizioni sportive piu’ elevate. C’e` tutto il tempo per la riscossa. Abbiamo affrontato a muso duro il pericoloso avversario, trionfando laddove la medaglia d’oro era obbligatoria. Il piu’ prestigioso trofeo da aggiungere al mio palmares” .

Quando sono arrivati gli esiti dopo il primo intervento. Cosa hai pensato?

“Addio sogni di gloria!”

Come ti sei comportata sul lavoro?

“Come sempre. Ora pero’ e` scoppiata la “psicosi nei”.

Credi in Dio, preghi?

“Si`. La preghiera e` stata un vero Pronto Soccorso in questo periodo di emergenza da codice rosso. La notizia del tumore e` stato un duro colpo, mi ha fatto precipitare in un profondo abisso da cui pensavo di non riuscire piu’ a risalire. Invece, giorno dopo giorno, con l’aiuto della fede, ho scoperto di avere molte piu’ risorse di quanto credessi e ho trovato il coraggio di non indietreggiare davanti al dolore ma di compiere il passo verso la via d’uscita. E’ proprio vero, Dio non permette mai una sofferenza un millimetro piu’ ampia e un grammo piu’ pesante di quanto possiamo sopportare” .

Con chi ti sei confidata?

“Con Dio. Lui e` il mio “navigatore satellitare”, mi da` le coordinate e le istruzioni utili a non perdere mai l’orientamento, tirandomi fuori anche dai baratri piu’ profondi” .

La notte era difficile dormire?

“Ni. All’inizio i miei pensieri erano soggiogati dalla paura e da mille quesiti esistenziali e prendere sonno era abbastanza difficile. Poi, ho capito che dovevo esorcizzare i miei pensieri per non permettere alla “brutta bestia” di tiranneggiare la mia esistenza. Niente autocommiserazione, ho pensato che la vita e` troppo bella per farmela scivolare via cosi’. Troppe cose ancora da fare, sogni da realizzare, maratone da correre e poi lui, mio fratello Emanuele con il suo disperato bisogno di me che sono il suo angelo custode. Ammalarmi? No, e` un “lusso” che non posso permettermi” .

Cosa hai letto in questo periodo?

“L’arte di vivere felici ovvero: ‘Conoscersi Accettarsi Migliorarsi’ di Omar Falworth, un prontuario di riflessioni e linee guida per migliorare la qualita` della propria vita. Funziona” .

Dopo il secondo intervento hai avuto parole di fiducia dai medici?

“Si`. In caso di diagnosi precoce, l’asportazione chirurgica garantisce la guarigione. Scongiurato il peggio, potevo tornare a sorridere. Da quel momento, tutta discesa” .

Hai pianto spesso?

“Solo il giorno della verita`, quando ho ricevuto l’esito istologico che confermava il tumore maligno. Una vera doccia fredda” .

Il giorno che ti hanno detto che l’incubo era finito, cosa hai pensato?

“ Ho vinto!”

Raccogli tutti i pettorali, se non potevi piu` correre?

“E’ stata la mia paura piu` grande” .

Ti ha maturato molto questa esperienza?

“Ha rinsaldato la mia consapevolezza che ogni giorno e` un nuovo giorno, tutto da inventare, tutto da vivere, tutto da correre” .

Il consiglio che dai?

“Non restare in folle,inserisci una marcia e fai qualcosa della tua vita” .

Torni a lottare, come e meglio di prima. Ti guardi la ferita spesso e eviti di pensarci?

“Ci penso eccome. Nella vita mai rinnegare le esperienze vissute, neanche le piu’ drammatiche E’ proprio dai momenti di crisi, dalle difficolta` e dal superamento di queste che traiamo preziose lezioni di vita che ci aiutano a riprendere il cammino dell’esistenza piu’ forti e piu’ saggi. La cicatrice sulla gamba non e` altro che la traccia indelebile di un’esperienza dolorosa che intendo ricordare perche` utile al mio processo di crescita interiore. Quello che siamo e che diventiamo e` il frutto delle nostre esperienze di vita, siano esse piacevoli o meno...`

L’importanza delle visite preventive.

“Possono salvare la vita, scusate se e` poco...`

Pensi ancora a Pechino?

“Ammetto di farci ancora un pensierino. So di essere in ritardo. Mi restano solo 2 mesi scarsi. Se nelle prossime settimane ce ne saranno i presupposti, andro` ad Amburgo per tentare il minimo olimpico, diversamente, cambiero` rotta. Non voglio alzare bandiera bianca anzitempo. Sono fatta cosi’. Alla peggio, posso dire di averci provato” .

Le alternative?

“Tricolori di mezza e 10.000 mt. pista, allo scopo di velocizzarmi. Lavorare su “distanze corte” e su ritmi veloci in ottica maratona autunnale alla caccia del mio terzo titolo italiano” .

Per concludere?

“Mai abbassare la guardia. Dovro’ sottopormi a controlli, dapprima ravvicinati e poi sempre meno frequenti. Solo il tempo potra` stabilire modalita` e tempistiche della guarigione risolutiva. Anche se e` stato necessario rivedere i progetti sportivi, vedo tutto sotto una nuova luce. E’ stato meraviglioso tornare correre, non chiedo di piu’. La mia Olimpiade l’ho gia` vinta!”.

Giuliano Orlando

Per maggiori informazioni vai sul sito di Datasport