Serie A - Peter Pan e il Bello, è Samp show

Eurosport - dom, 20 apr 18:04:00 2008

Cassano ci mette la poesia, Bellucci la concretezza: i blucerchiati con un tris eliminano dalla corsa Champions l'Udinese che è furente per l'arbitraggio di Dondarini.

FOOTBALL, Sampdoria, Cassano, Bellucci - 0

Cassano dirige l'orchestra, Bellucci è un solista adamantino e la Sampdoria fa le prove della Nona Sinfonia di Beethoven eliminando l'Udinese dalla corsa Champions con un 3-0 meno netto di quello che può sembrare. Almeno 60 minuti di grandissimo calcio al Luigi Ferraris: l'Udinese lotta ma sbaglia tutti i palloni più importanti (subendo almeno un paio di torti arbitrali) mentre la Samp è il giusto connubio di estetica e cinismo.

I primi 45 minuti sono pura poesia per chi ama questo sport. Le due squadre si dimenticano il significato della parola tatticismo, ed implementano stille di spettacolo con pochi precedenti in questa stagione. Sin dalle prime battute si capisce che Cassano e Bellucci sono in giornata di grazia: il barese è veloce e concentrato, il numero 11 si infila con facilità nelle corsie centrali inesplorate dalla difesa friulana. Dall'altra parte è un tourbillon incessante di tagli senza palla degli attaccanti e la difesa blucerchiata, senza riferimenti precisi, è spesso in apnea.

Dopo due sprazzi di autolesionismo della Samp (sul secondo Mirante sfiora il rigore provocato), al 16' è Cassano ad avere sul piede il primo pallone importante ma preferisce l'assist per Bellucci a rimorchio e Zapotocny si oppone con il fisico. Al 20' Bellucci fa le prove tecniche di rete quando interviene su uno sciagurato retropassaggio di Mesto di petto. Il numero 11 supera Handanovic con un pallonetto e quando il pallone sembra morire in rete, spunta Zapata a salvare quasi sulla linea.

Al 24' Cassano imbastisce e rifinisce il vantaggio blucerchiato. Il barese guadagna una punizione con un'accelerazione improvvisa sulla destra e sulla battuta morbida di Bellucci inchioda di testa approfittando delle amnesie di Pepe e Dossena. Cassano sfiora il raddoppio al 27' sempre di testa ma al 30' Mirante è costretto ad un miracoloso balzo per deviare l'esterno esiziale di Inler. Al 39' Di Natale frustra tutte le velleità bianconere, affrettando una conclusione al volo di destro su buco difensivo sanguinoso di Accardi. La Samp non ha pietà e a pochi secondi dall'intervallo vola via: Pieri si accentra a testa bassa partendo dalla sua metà campo, tocco per Palombo che serve con un passaggio no-look Bellucci. L'attaccante è accerchiato ma si gira all'improvviso e fulmina Handanovic con un diagonale chirurgico.

La partita nella ripresa dura solo 13 minuti: il tempo necessario alla Samp per resistere al forcing degli ospiti, triplicare su rigore e rimanere in superiorità numerica. Dondarini al 53' assegna un rigore molto dubbio per un fallo di Lukovic su Maggio. Il difensore dell'Udinese sembra intervenire qualche centimetro fuori dall'area ma Bellucci non si intenerisce e sigla il dodicesimo gol stagionale. Il tris viene aggravato da Zapotocny, che rovina una prestazione di buona intensità facendosi espellere al 58' per doppia ammonizione nel tentativo di non farsi irridere da Cassano.

La mezzora finale è pura accademia, serpeggia un po' di nervosismo residuo e l'Udinese meriterebbe il gol della bandiera. Dondarini conferma la sua idiosincrasia nei confronti degli uomini di Marino (espulso per proteste) e non assegna un rigore a Pepe che sembrava abbastanza solare.

La Sampdoria si scrolla di dosso un avversario scomodo nella corsa Champions e in seconda battuta nella lotta all'Uefa. Nella giornata della tripletta di Del Piero, Cassano torna re di Genova con una prestazione di altissima qualità ma il giocatore che sembra masochistico non portare agli europei è Palombo, la versione italiana (non prolifica) di Steven Gerrard.

Michele Gazzetti / Eurosport