Eurosport - sab, 20 giu 21:01:00 2009
La 15enne promessa del tennis britannico ha vinto nel 2008 il torneo juniores di Wimbledon, e quest'anno potrà giocare con le 'grandi' grazie a una una wild card: al 1° turno affronterà la slovacca Daniela Hantuchova
Può bastare un successo al torneo junior di Wimbledon per diventare una campionessa? Evidentemene no, se è vero che nel firmamento delle giovani vincitrici della prova juniores, si contano su una mano quelle che hanno saputo far brillare la propria stella anche nel circuito professionistico. L'albo d'oro della manifestazione è costellato di molte aspiranti starlet, magari anche dotate di grande talento, che poi, però, si sono perse per strada.
Esempi in senso contrario non mancano, come quello della danese Caroline Woznicki, vincitrice nel 2006; eppure, se si vuole pescare un nome di prestigio assoluto, bisogna scorrere l'indice più sotto, fino al 1996 con Amelie Mauresmo, o al 1994 con Martina Hingis. Vincere il torneo juniores non basta a diventare una campionessa, ma riuscirci a 14 anni anni può voler dire qualcosa.
Il trionfo junior ai Championships ha garantito alla Robson una wild card per il torneo maggiore: è la più giovane ad avere l'onore di entrare nel main draw da quando, nel 1994, toccò proprio a Martina Hingis, allora 14enne. I fari sono tutti puntati addosso all'inglese, forse più di quanto accadde alla baby-prodigio Martina, perché la Robson proviene da un Paese che da troppo tempo aspetta di poter festeggiare la vittoria di una tennista di casa.
"Sento che ci sarà grande pressione su di me - ha ammesso la n° 484 del ranking, nativa di Melbourne e allenata da Martijn Bok - tutto quello che posso fare è andare in campo e dare il mio meglio; se ci riuscirò sarò contenta in ogni caso, anche se dovessi uscire sconfitta".
Lo scorso anno Laura debuttò nel circuito WTA in Lussemburgo, strappando un set alla ben più quotata Iveta Benesova. Sarah Borwell - britannica come lei ma 14 anni più vecchia, disse della sua connazionale, dopo averci perso al piccolo torneo di Shrewsbury: "Gioca come la Ivanovic, colpisce la palla con grande anticipo e potenza: mi ha impressionato".
A Wimbledon, la paladina del tennis made in England sfiderà la slovacca Daniela Hantuchova e c'è da scommettere che non verrà relegata a un campo secondario: i media britannici preparano penne e microfoni, già pronti in prima fila per raccontare le gesta (chissà se gloriose) della loro nuova pupilla.
Commenti 1 - 2 di 2
e molto dolce, sensibile e bellina.
adesso non vanno bene nemmeno più gli inglesi?
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