Sole alto nel cielo e temperatura ben oltre i trenta gradi per accompagnare la rifinitura della Samp nello stadio del Naftex, dove domani andrà in scena la gara d'andata della finale Intertoto contro il Cherno More Varna.
Seduta ridotta, di circa un'ora, per la truppa di Walter Mazzarri, che al termine ha lasciato spazio agli avversari. Ad aprire l'allenamento il discorso alla squadra del tecnico, quindi prima mezz'ora dedicata al riscaldamento e alla parte fisica, con il preparatore atletico Giuseppe Pondrelli che ha fatto correre i ragazzi della Samp intorno al terreno di gioco per poi completare il lavoro con una serie di esercizi con e senza palla. A seguire, partitella a campo ridotto, 10 contro 10, pettorine gialle contro maglie grigie da allenamento. In giallo Mirante tra i pali, difesa a 3 con Campagnaro, Volta e Accardi, esterni Zenoni e Pieri, in mezzo Palombo e Poli con la coppia Bellucci-Caracciolo in attacco; dall'altra parte Castellazzi in porta, terzetto difensivo composto da Lucchini, Sala e Rossini, Volpi e Franceschini a centrocampo con Maggio e Ziegler larghi e il duo Foti-Koman a cercare il gol. Primo tempo a reti bianche (strepitosa una parata di Castellazzi su Caracciolo), quindi cambio campo (non per i portieri) e subito Palombo a segno dopo un bello scambio con Caracciolo; nel finale, il pareggio di Foti.
Domani mattina ultima, leggera sgambata nel centro sportivo che ospita la Samp, quindi alle 19 (le 18 in Italia) il fischio d'inizio. "Pensando al futuro riesco solo a sorridere". Sta in questa frase, sull'aereo che porta la Samp verso Burgas, la nuova vita di Andrea Caracciolo: Palermo, le incomprensioni, due anni diversi da quanto tutti (lui per primo) si aspettavano, beh, è tutto alle spalle. Quel futuro che allarga il sorriso è la Samp, è una stagione da vivere tutta d'un fiato, un Intertoto da azzannare e un campionato - lungo, difficile, competitivo come da tempo non si vedeva - da affrontare a testa alta. E' felice, Andrea: «Il passato è passato, nell'arco di una carriera può anche succedere di non rendere come sai di poter fare. E' andata così, amen. Quel che conta è che adesso sono sereno, che guardando l'orizzonte non ho cattivi pensieri, che lavoro in un gruppo nel quale sto a meraviglia».
E allora si può cominciare a pensare al campo, alla prima uscita con qualcosa di vero, di importante, in palio. Cherno More Varna-Sampdoria, finale d'andata di Intertoto: si fa sul serio. «E la voglia di giocare presto questa partita è tanta», conferma Caracciolo. Certo è che la Samp, sul piano fisico, ci arriva sicuramente più indietro rispetto all'avversario: «Abbiamo pochi allenamenti nelle gambe - riprende l'Airone -, magari faremo fatica a fare tutti i 90'. Però dalla nostra abbiamo la fame: fame di far bene, di giocare una partita che conta. Fame di raggiungere la Uefa, quella vera».
Già, la Uefa. La Samp l'ha salutata due anni fa, in una notte stregata a Lens. Caracciolo più tardi, roba dell'anno scorso: «E mi sono tolto la soddisfazione di segnare all'Upton Park, in casa del West Ham... Cose che restano dentro». Il punto è proprio questo: Europa vuol dire emozioni. E' fascino, prestigio da guadagnare: «Giocare le coppe è incredibile, bellissimo - conferma Andrea, con aria sognante -. Esperienze nuove, stadi carichi di storia tutti da scoprire... Ricordo quando col Brescia siamo usciti in Intertoto col Paris Saint Germain: io avevo la bronchite, sono rimasto a casa, ma per i miei compagni andare a giocare al Parco dei Principi è stato fantastico».
Ci siamo, insomma. Con un tecnico nuovo («E per come proviamo a giocare in allenamento mi sembra vada tutto bene, sfruttiamo molto le fasce e mi arrivano parecchi cross») e un Caracciolo nuovo pure lui: «Però non lo dico che sarà il mio anno. Preferisco pensare al futuro, e sorridere».
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