Eurosport - mar, 20 ott 07:55:00 2009
Il ginnasta azzurro (nella foto dopo il trionfo ad Atene 2004) si gode l'ultimo bronzo mondiale conquistato a Londra, dove vorrebbe tornare per le Olimpiadi tra 3 anni, quando ormai sarà un esperto 34enne... Niente fretta, però, perché Cassina giustamente non vuole fare programmi a lungo termine
Senza ombra di dubbio, il terzo posto alla sbarra di Igor Cassina ai recenti Mondiali di ginnastica a Londra rappresenta uno stimolo positivo per il fuoriclasse di Seregno in vista dell'appuntamento a Cinque Cerchi del 2012, nuovamente nella capitale britannica. Va anche detto, però, che il campione olimpico di Atene sulla carta d'identità si porta dietro una data di nascita non più verdissima (15 agosto 1977, ndr), che induce prudenza anche e soprattutto in uno sport di allenamenti logoranti come la ginnastica artistica.
Nel passo più significativo della sua intervista post-gara, Cassina domenica ha dichiarato: "Questa medaglia mi dà una carica eccezionale per andare avanti. Fino alle Olimpiadi non voglio dirlo, certamente per tutto il 2010". Si tratta un po', umanamente, delle stesse parole - solamente postdatate - che Igor aveva pronunciato circa 12 mesi fa, all'indomani dell'amaro quarto posto olimpico di Pechino.
Perché Igor Cassina è così. Nella vittoria e nella sconfitta. Magari timido quando deve sbilanciarsi davanti alle telecamere, o insicuro nei passi di danza in televisione, ma quando si tratta di ginnastica artistica - quella vera - la precisione e la concentrazione salgono ai massimi livelli, a prescindere dall'esperienza acquisita. E l'obiettivo rimane quello di guardare sempre avanti, senza rimpianti.
Nonostante l'assenza del fenomeno tedesco Hambüchen, quella di Londra è stata certamente una finale "di altissimo livello", come ha sottolineato lo stesso Cassina, aggiungendo che "adesso dovrò lavorare per aumentare la difficoltà del mio esercizio. I miei avversari sono cresciuti tantissimo, fanno cose straordinarie e molti di loro propongono 'il Cassina', segno che ho fatto scuola".
La competitività, insomma, è la chiave del futuro prossimo di Cassina, il cui pensiero si potrebbe esprimere in poche parole: A Londra 2012 sì, ma solo da protagonista'. Il percorso olimpico verrà costruito quindi su tappe brevi, cercando conferme e segnali positivi, nella speranza di poter rivivere momenti magici simili a quelli dell'agosto 2004, quando Igor si fece conoscere dal mondo con una sbarra da brivido e un 34enne regalò all'Italia una medaglia insperata. Si trattava di un certo Jury Chechi.
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