Il 20 ottobre 2002 allo stadio di Taranto viene dedicata una statua a Iacovone, grande attaccante scomparso nel 1978. Il giocatore molisano viene alla luce nel 1952: fisico possente e senso del gol sono i pezzi pregiati del suo repertorio. Cresce nell’Omi Roma, debuttando nel campionato dilettanti a 19 anni. Finisce poi alla Triestina e, dopo una parentesi al Carpi, approda al Mantova, dove comincia a segnare con regolarità. Nel 1976 viene acquistato per la cifra di 450 milioni (un'enormità per quei tempi) dal Taranto che milita in serie B: all'esordio realizza il gol del pareggio contro il Novara e durante la stagione firma otto reti, diventando presto l`idolo della città.
L'anno successivo guida i pugliesi verso la promozione nella massima serie: i rossoblu dopo 19 giornate sono secondi dietro all’inavvicinabile Ascoli. Iacovone è capocannoniere del torneo cadetto con nove reti. Il 5 febbraio, nella giornata numero 21, l`attaccante disputa senza saperlo la sua ultima partita (0-0 contro la Cremonese). La sera Iacovone è al ristorante `La Masseria`, a San Giorgio Jonico, poco distante da Taranto. Dopo la mezzanotte decide di rincasare e uscendo dal locale la sua auto viene travolta ad oltre 180 chilometri orari da una Gt 2000 a fari spenti, in fuga da una volante della polizia. Iacovone, viene sbalzato fuori dall’abitacolo e muore sul colpo. Tutta la città piange l`umanità e l`umiltà di un uomo ancora prima del giocatore.
Ai funerali il corteo funebre termina allo stadio `Salinella`, riempito da 40.000 persone nonostante la copiosa pioggia e il giorno feriale. Due giorni dopo il presidente gli intitola lo stadio del paese. Iacovone è tuttora il simbolo del Taranto e in suo ricordo il 20 ottobre 2002 viene inaugurata una statua in dimensioni naturali. Si trova all`ingresso della curva Nord dello stadio che porta il suo nome. La statua è stata realizzata dallo scultore Francesco Trani e finanziata dal club `Tifo è amicizia`, grazie alla vendita di 13.000 tagliandi al prezzo di 1,50 euro.
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