Serie A - Vince l'Inter 3-2, il Parma però è furioso

Eurosport - lun, 21 gen 12:25:00 2008

La formazione di Mancini supera 3-2 il Parma nel posticipo della 19a giornata di A. Sul 2-1 per i gialloblu viene concesso all'inter un rigore dubbio poi trasformato da Ibrahimovic; quindi nel recupero altro gol dello svedese che fissa il risultato

FOOTBALL 2007-2008 Serie A Inter-Parma - 0

All'85esimo il campionato era riaperto, al 93esimo lo ha richiuso Ibrahimovic, che nella notte degli esordi ribadisce di essere il protagonista unico e assoluto, e che quest'anno, all'Inter, si può solo far paura.

Il Parma si presenta accorto e interpreta bene la partita, dimostrando personalità al cospetto di un'Inter come sempre molto compassata nell'ingresso in partita: i piani di Di Carlo vengono però scombinati dopo un quarto d'ora dall'infortunio di Coly, anche se gli emiliani nella parte centrale di frazione mettono in seria difficoltà la capolista, graziata prima da Reginaldo che non trova la via per battere Julio Cesar in una difesa tutt'altro che irreprensibile, poi dall'arbitro Gervasoni che sorvola sul sospetto contatto in area tra Cordoba e Corradi.

Sembra l'episodio del rimpianto, perché Ibrahimovic scuote un'Inter grigia come l'atmosfera di San Siro, prima con un assolo che al 28esimo procura il primo grattacapo a Bucci, e un minuto dopo con il siluro che porta al corner su cui si sblocca il risultato.

Cambiasso ha un'invitante prateria nella zona nevralgica dell'area, Cigarini prova ad anticiparlo ma l'argentino ha il tempo per infilare Bucci e mettere le cose sul giusto binario, realizzando il suo terzo gol consecutivo, il sesto stagionale fra campionato e Champions League.

Forzato l'equilibrio sembra tutto più facile, tanto che si nota anche la presenza di Maniche, prima un po' invischiato nel generale andare sulle punte del centrocampo nerazzurro, ma Di Carlo mischia le carte, inverte gli esterni Reginaldo e Pisanu, e pareggia prima del riposo.

La stoccata vincente è di Cigarini, che batte Julio Cesar regalandosi la prima gioia personale in campionato e riequilibrando giustamente il match al minuto numero 40: Mancini cambia volto alla squadra, perché la sua Inter, al di là di qualche buona fiammata senza continuità, non riesce a scardinare la cassaforte gialloblu.

Con Cruz per Crespo e Cesar al posto dell'impalpabile Maniche qualcosa sembra migliorare, ma è una dolorosa illusione, perché l'apertura degli spazi favorisce i contropiede funambolici del Parma che a metà tempo cambia terribilmente marcia: prima impegna severamente Julio Cesar con il destro secco di Pisanu deviato in corner, poi scuote la porta nerazzurra, con un colpo di testa di Fernando Couto che danza beffardo sulla linea prima del rinvio di Cesar, e al 68esimo colpisce, grazie al genio di Gasbarroni che fulmina tutti, infilando sul primo palo un piazzato che sconfigge qualsiasi legge fisica.

Secondo gol in campionato per l'esterno entrato in campo da una manciata di minuti, san Siro non ci crede, Di Carlo prova a traumatizzarlo definitivamente concedendo 20 minuti a Cristiano Lucarelli, e i segnali sembrano buoni, perché alla mezz'ora, sull'incornata a sicura di Cambiasso, Bucci sfodera un riflesso poderoso che sa tanto di condanna.

Condanna che arriva invece nei confronti dei sogni del Parma e assume le fattezze di Zlatan Ibrahimovic: è suo il tiro che a 5 dalla fine origina l'intervento di Couto, espulso, che, visto dall'assistente, porta al contestatissimo calcio di rigore concesso da Gervasoni che lo stesso svedese realizza firmando un pareggio che profuma di conquista.

Conquista che diventa trionfo al 93esimo, con i gialloblu in 9 per l'infortunio a Dessena a cambi finiti, con ancora Ibrahimovic a dominare l'area di rigore conquistando la vittoria per la squadra e la vetta della classifica cannonieri per se stesso, perché il suo score adesso parla di 13 reti, così come Trezeguet.

Il Parma se ne va furente per la direzione di Gervasoni, l'Inter barcolla ma resta salda in vetta, al giro di boa il campionato è sempre lo stesso, l'Inter davanti, le altre sperano, ma inseguono.

La Redazione / Eurosport