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Genoa: Gasperini 'Ripetere la gara giocata con l'Inter'

Ven 21 Mar, 04:57 PM


Una tavolata ricca di ogni ben di Dio. Dai cannoli alla cassata, passando per altre specialità dolciarie meno conosciute. E’ quanto hanno trovato lo staff rossoblù e i numerosi giornalisti locali, accorsi al Centro Sportivo ‘Pietro Pisani’, aperto da un anno dove prima sorgeva una discarica, per assistere alla conferenza del tecnico. Che è stato premiato dai due presidenti: Antonino Manno e Vincenzo Zito. Sguardi di Rossi e compagni dirottati, invece, sul campo sintetico dove, in settimana, si allenano gli oltre 400 ragazzi della scuola As Calcio Sicilia, convenzionata con la società palermitana. Per l’intero gruppo un allenamento di recupero, senza eccessivi carichi di lavoro e volto, per lo più, a incamerare qualche minuto in più nelle gambe. Al termine, ritorno in albergo e una rigorosa cena per tutti i tesserati. Hai voglia a non pensare ai tuoi 20 anni. Alle esperienze che ti hanno fatto crescere, ai luoghi in cui hai passato cinque anni da sogno. Magari a quando sfiorasti una storica promozione in A e, arrivato da poco, anche una vittoria in Coppa Italia sfuggita contro la Juve. Vita e campo. Campo e vita che si intrecciano. Gasperini: “Palermo mi è rimasta nel cuore. Ci sono tornato altre volte, ma è la prima in cui ritrovo il Palermo in serie A. E’ sempre una grande emozione tornare. Se non ricordo male, ho disputato qualcosa come 130 partite in maglia rosanero. Qui ho conosciuto amici veri. Come Caneo, che collabora con me. Come Venturi, che allena la Berretti del Genoa. Sono rimasto legato ad altri ex compagni dell’epoca, quella in cui si cimentano le vere amicizie. Se penso alla partita di domani, mi aspetto una partita difficile. Contro una squadra resa più attenta e concentrata dalle ultime vicissitudini. E’ sempre brutto legare il destino di un tecnico a un unico risultato. Credo che valgano di più le prestazioni e che i risultati dipendano da tante piccole componenti. In certe condizioni non è facile gestire la pressione, sia per i tecnici, che per i giocatori”. Un confronto tra due squadre che si trovano a pari punti. “Vuol dire che abbiamo qualche carta da calare, anche se non è facile affrontare, ma vale per tutti, un ciclo di gare così ravvicinate. Un pareggio a Palermo sarebbe risultato positivo, ma giocheremo la nostra partita, se troveremo le condizioni, per ricavare il massimo”. Certi fantasmi che svolazzano sugli arbitraggi al Genoa non fanno presa. “In campo si verificano situazioni, più o meno fortunate. Bisogna che tutti facciamo un passo indietro. Si ricordano con più frequenza i danni subiti, rispetto ai vantaggi che si tendono a dimenticare in fretta. Il nostro obiettivo, al Barbera, è di ripetere la prova con l’Inter. E’ su questo metro che mi baso. Poi so che i risultati determinano i giudizi. La Uefa no, non è un traguardo raggiungibile, anche in considerazione delle assenze, che ci hanno bersagliato nel momento topico. Puntiamo alla salvezza, senza soffrire troppo e sinora è andata bene”. Analogie tra le piazze di Genova e di Palemo? “L’entusiasmo e il calore di due tifoserie, molto legate alle squadre, che fanno sentire i giocatori degli idoli. Il fattore campo ha una grande importanza. Rispetto ai miei tempi, sono cambiate le potenzialità del Palermo società. A Genova ho conosciuto un presidente che mi ha dato fiducia, sono in una società e, più ancora, in una piazza importante. E sino a quando la tifoseria apprezzerà il lavoro che sto facendo, ci sono tutte le condizioni per proseguire in un progetto di crescita. Palermo, comunque, è una grande piazza e una società ambita”.  

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