È in onda la ventiseiesima puntata di "Inter 100 e lode", la trasmissione settimanale di Sky Sport che racconta e analizza tutti gli aspetti del mondo nerazzurro (in replica a mezzanotte e mezza e alle dieci di domani mattina). Nella puntata di oggi viene trasmessa un'intervista a Nicolas Burdisso realizzata martedì al centro sportivo "Angelo Moratti".
Inter.it propone la versione integrale delle dichiarazioni dell'attaccante nerazzurro.
Burdisso: contro il Genoa, nonostante il pareggio, avete otteuto un risultato comunque importante...
"Guardando la partita di Roma-Lazio è stato importante. Noi stavamo giocando bene, poi siamo rimasti in dieci contro undici tanto tempo. È stato un pari giusto perchè il Genoa ha spinto tantissimo al di là del fatto che noi stessimo facendo bene in difesa. Poi, in questo momento, andare da 6 a 7 punti è importantissimo. La cosa importante, al di la di un pareggio o di una vittoria, è dimostare a tutti che che c'è sempre lo spirito, la grinta e la voglia di dimostrare di vincere questo scudetto che tutti vogliamo". L'ultimo turno di campionato potrà risultare decisivo ai fini della conquista dello scudetto?
"Questo si vedrà fine. Però l'altro giorno, dopo la partita eravamo tranquilli perchè sapevamo che avevamo dato tutto per vincere, e non è stato facile. Mi ha ricordato la partita di Liverpool perchè è stato un po' così. Alla fine loro hanno segnato, meno male che avevamo fatto gol prima noi e che la Roma ha perso: Ora mancano nove partite, andare un punto in più per noi è stato importante". La Roma, nonostante conoscesse il vostro risultato, non è riuscita a vincere la partita...
"Era una partita dura per loro, un derby è sempre difficile. Quelli che lo hanno giocato a Roma dicono che è una partita speciale. Non pensavamo che la lazio vincesse, ma che la Roma potesse perdere qualche punto". L'Inter nei risultati sinora è stata più continua della Roma...
"Abbiamo perso una sola partita in campionato e questo per noi conta tanto. Conta nel pensiero, prima di giocare le partite, è importante. Sappiamo che siamo una squadra forte. Forse questo non è il momento di maggiore brillantezza, però andiamo avanti. Vogliamo andare avanti per la nostra strada, aver guadagnato un punto in questo momento è importante". Contro la Juventus potrebbe andare bene anche un pareggio?
"Noi possiamo vincere tutte le partite che restano, non penso di pareggiarle. Anzi, faremo di tutto per vincerle. Sicuramente la Roma farà lo stesso. La differenza tra noi è la Roma è che noi possiamo pensare solo a noi stessi, anche se è diverso dall'anno scorso perchè la Roma era più lontana. Siamo abituati a momenti così, però sappiamo che dipende solo da noi". L'Inter quest'anno ha giocato tante volte in dieci contro undici...
"Nel calcio di oggi giocare 10 contro 11 è quasi impossibile. Puoi magari vincere una o due partite, oppure diventa dura come è capitato in Champions League o contro il Genoa in campionato o con la Juventus in Tim Cup. Come mai certi falli di giocatori già ammoniti? Posso parlare solo per quanto mi riguarda. Forse è mancata la tensione ma non la voglia, è la grinta di volere giocare e di voler dimostrare. Io sono sempre stao spinto dalla grinta e dalla voglia di andare avanti. Però sono errori che forse uno non può commettere. Credo che la tensione sia la base di tutto. Dopo la partita con il Liverpool a Milano ero molto deluso per quello era successo, perchè era una partita che aspettavamo da tanto tempo. Dopo il primo tempo pensavamo ancora di farcela, raggiungere quel risultato che tutta la gente dell'Inter voleva. Giocare in 10 una partita di Champions contro il Liverpool non è facile. La voglia di portare in alto questa maglia dell'Inter, in questo momento del centenario, l'abbiamo tutti. Però siamo professionisti e sappiamo che dobbiamo avere più attenzione". Come mai sono capitati reazioni di malcontento da parte di qualcuno di voi al momento di essere sostituiti dal campo?
"Abbiamo un gruppo davvero buono. Non è facile trovare 25 campioni di tanti paesi diversi in una squadra come qui all'Inter. Il nostro spogliatoio è veramente unito, al di là che uno non voglia essere sostituito o si incavoli per qualcosa. Veramente questo è uno spogliatoio tranquillo. Se in questi due anni abbiamo fatto tutto questo e siamo ancora primi in classifica credo che sia anche merito delle persone che stanno in questo spogliatoio. Quello che è successo in queste due settimane, quando non siamo nel momento migliore, non c'entra niente con lo spogliatoio che è molto tranquillo. Lo dico perchè è quello che succede. Si vede in campo, si vede quando uno di noi fa gol e tutti i compagni vanno ad abbracciarlo. Si vede nei momenti duri che dobbiamo vincere le partite". Che cosa è successo con Mancini dopo la gara contro il Liverpool?
"Ha parlato con noi dopo la partita, un momento difficile per parlare ed è successo tutto quello che successo. Noi siamo 25 e lo conosciamo bene e lui conosce bene noi. Meglio che sia passato tutto veloce e continui ad essere tutto come prima che eravamo tranquilli". Lei è uno dei difensori più duttili a disposizione di Roberto Mancini...
"Io cerco sempre di giocare bene e, se possibile, nel mio ruolo. Penso comunque di essere utile per la squadra. Mi è toccato fare gol l'anno scorso contro il Cagliari, la partita che avevamo superato il record europeo. Mi è toccato fare gol adesso al centenario. Adesso arrivano partite importanti. Io sono pronto a fare il mio lavoro: cerco di non lasciare fare gol agli altri e, se è possibile, tutti vogliamo dare una mano alla squadra. Poi, io gioco dove mi dice il tecnico dove la squadra ha bisogno. Per trovare la forma fisica migliore mi piacerebbe giocare nello stesso ruolo, anche se capisco che questo non è il momento di dire dove voglio giocare. È il momento di essere presente e di dare il massimo dove la squadra e l'allenatore chiede". Crede che la partita contro la Juventus sia decisiva?
"Sono sempre decisive le partite contro la Juventus, per la storia e per il momento che arriva ora. Noi siamo tranquilli, siamo primi in classifica. Sappiamo del nostro potenziale e poi vincere la partita con la Juventus ci darebbe una spinta in più per quello che manca al campionato. Anche dall'Argentina ho sempre saputo che questa partita è speciale. In questo momento potrebbe darci una spinta per arrivare all'ultima partita in campionato in una forma diversa. Noi dobbiamo affrontare tutte le partite per vincerle". Quando si parla con Nicolas Burdisso viene spontaneo chidere che cosa le sia successo l'hanno scorso a Valencia...
"A Valencia è colpa mia, posso fare un mea culpa per la figura che ho fatto. Io non sono così. Ho dovuto pagare e questo è giusto perchè ho fatto una cosa che non si deve fare. Questa è la prima volta che parlo di questo, non è una cosa che si deve fare in campo. Potrei parlare tantissimo di quello che è successo, ma ho pagato con 6 giornate. Poi ero pronto per giocare con il Liverpool ed è successo quello che ho raccontato prima. A dire la verità, dopo la partita con il Liverpool, ho passato una settimana difficile perchè aspettavo tantissimo quella partita e non sono riuscito a fare quello che volevo. Io gioco ogni partita, al di là dell'importanza, per dimostrare quello che posso fare. Dimostrare ogni volta di più, forse ho sprecato un'occasione. Tanta gente guardava. Però tutta la mia carriera è stata così. Quando uno fa un passo indietro, è lì che posso uscire io. Si vede la vera persona. In questo momento è importante essere forti e tranquilli. Quello l'ho fatto tutta la vita" Quanto manca la Champions League al vostro gruppo?
"Questo gruppo, questa squadra merita di andare più avanti in Champions. Poi si vede la gente, questa ossessione di vincere la Champions... Quattro anni fa, quando sono arrivato, l'obiettivo era un'altro. Ma questo è normale. Forse la gente si dimentica che siamo ancora primi in campionato. Ma io credo che questo gruppo meriti di arrivare più avanti in Champions League". Come sta sua figlia Angiolina?
"Grazie a Dio sta bene. Ringraziamo tutti i giorni Dio perchè dopo tutto quello che è successo oggi stiamo bene in famiglia. Facciamo dei controlli regolarmente e dovremo continuare a farli almeno per ancora un paio d'anni, però va tutto bene e sono contento per questo. Ogni volta che succede qualcosa nel calcio faccio un passo indietro e penso che, se tutto non fosse andato come sta andando adesso, io non starei giocando. Quello è stato un periodo nel quale ho imparato tantissimo. Ho sempre detto che ho conosciuto un mondo che uno non si aspetta mai di conoscere. Però sono contento di essere stato lì, vicino alla mia bimba. Io non ho fatto niente, non posso parlare di me, non posso parlare di quello che ho fatto. Ho fatto quello che ogni padre avrebbe fatto. Quella che è stata fantastica è mia figlia, ha fatto tutto da sola. Poi per me lasciare il calcio o tornare a fare il calciatore, vincere una partita, fare un gol o non farlo, andare al Mondiale o non andarci, cambiava poco. La protagonista di questa storia è lei". I tifosi dell'Inter le sono stati sempre vicini...
"Anche io mi sento vicino alla gente dell'Inter e la ringrazio perchè mi è stata vicina: tutta la società, il presidente, la squadra, i miei amici, l'allenatore. Mi sono stati tutti vicini in quel momento. E anche tutti i tifosi: mi chiedono ancora di Angelina. È stato un momento duro, una storia dura, diversa, quindi tutta la gente ha pensato e ha sentito di essere vicino a me in quel momento". Quanto si è emozionato il giorno del suo ritorno all'Inter dopo che sua figlia è guarita?
"Penso sempre a quella giornata. Non pensavo a me come calciatore, a me che tornavo a giocare. Tornavo a giocare perchè mia figlia stava bene. Tornavo a fare vita normale e così è stato. È andata così, speriamo per lungo tempo". Quali sono i suoi propositi per il futuro in questo momento?
"Al livello di squadra vincere scudetto e Coppa Italia, questa squadra deve farlo. A livello personale giocare il più possibile e, comunque, fare quello di cui la squadra ha bisogno. Non sono ancora contento di quello che ho potuto dimostrare qui, penso e cerco di dare ancora tantissimo e cercherò l'opportunità per farlo. Però, in questo momento, tutti dobbiamo stare in piedi, all'altezza di quello che il tecnico ci chiede".
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