Eurosport - ven, 21 mar 14:46:00 2008
Il neo tecnico del Parma, Hector Cuper, spiega la ricetta per raggiungere la salvezza. Il tecnico argentino, nella sua seconda esperienza italiana, ha ottenuto 4 punti nelle sue due prime partite
L'effetto Cuper sembra aver già contagiato Parma. Arrivato per sostituire Mimmo Di Carlo, l'Hombre vertical ha conquistato 4 preziosissimi punti nelle sue prime due uscite sulla panchina dei ducali. Punti fondamentali per evitare la retrocessione a una squadra che, sulla carta, potrebbe anche aspirare a qualcosa in più ma che quest'anno ha vissuto una stagione difficile. Il presidente Ghirardi si è affidato, quindi, all'ex tecnico di Valencia, Inter, Maiorca e Betis, per scongiurare una retrocessione che avrebbe conseguenze tragiche e per puntare a costruire una squadra competitiva nella prossima stagione.
Cuper è arrivato in punta di piedi, consapevole di non possedere la bacchetta magica, e ha deciso, saggiamente, di lasciare invariato l'impianto di gioco segnato da Di Carlo, concentrandosi maggiormente sulla psicologia dei suoi giocatori. "La priorità del mio lavoro è stato l'aspetto psicologico, perché quando una squadra è in difficoltà è la cosa più importante. Qualcosa ho cambiato, come ordine, in difesa, però devo andare piano, per evitare che la squadra vada in confusione" - spiega il tecnico.
Salvarsi non sarà una passeggiata, ma Cuper ha ben chiaro la strada che bisognerà percorrere per raggiungere questo fondamentale traguardo: "La strada intrapresa è quella giusta, soprattutto per la risposta fornita dalla squadra. C'è stata convinzione, forza e solidarietà, che sono le caratteristiche che più mi piacciono, ed il Parma le ha".
Cuper, dunque, sembra aver già conquistato tutto l'ambiente Parma: ora i tifosi si aspettano che l'Hombre vertical continui sulla falsa riga delle prime due uscite e, conquistata la salvezza, l'anno prossimo riesca nell'impresa di restituire smalto a una squadra che, finita l'era Tanzi, non ha più saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel calcio italiano.
Alessandro Brunetti / Eurosport