22.31 - Luciano Moggi si preoccupi "per altri fatti gravi che accadono nel calcio, dei quale egli è stato uno dei protagonisti principali". Il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli commenta così le dichiarazioni dell'ex dg della Juve sull'omosessualità nel mondo del calcio. "Prima di parlare, il signor Moggi dovrebbe guardarsi un po' intorno - sostiene la storica associazione -. Gli ricordiamo che poco tempo fa Theo Zwanziger, il presidente della Federcalcio tedesca, si è augurato che presto i calciatori tedeschi gay facciano coming out, dimostrando così un'apertura mentale sconosciuta qui in Italia".
18.31 - "Dopo il no dei gay nell'Esercito di Del Vecchio, arriva il no ai gay nel calcio da Moggi associandosi a vecchie dichiarazioni di Daniela Fini. Mentre qualcuno già pensa delle riserve indiane per noi ribadisco che la capacità professionale non si misura con l'orientamento sessuale". Così Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione comunista all'ultima legislatura risponde alle ultime affermazioni di Luciano Moggi che, in un'intervista a Klaus Davi, ha detto di essere contrario alla presenza di omosessuali in una squadra di calcio." Il problema non è l'omosessualità nel calcio, che pure esiste - spiega Luxuria - ma che i calciatori gay non trovano nè nella tifoseria nè nella squadra quel clima adatto a potersi dichiarare".
17.59 - "Moggi farebbe bene ad andare in pensione e tacere, su gay e calcio ha le fette di salame sugli occhi e scambia la sua volgare omofobia per legge naturale". Il deputato socialista Franco Grillini si scaglia contro Luciano Moggi che, in un'intervista a Klaus Davi, ha detto di essere contrario alla presenza di omosessuali in una squadra di calcio. "Chi ha avuto dei guai con la giustizia come Moggi dovrebbe avere il buongusto di evitare di fare del moralismo e di mettersi in cattedra - continua Grillini -. Moggi è quel rappresentante della grande ipocrisia nazionale del si fa ma non si dice, dei vizi privati e delle pubbliche virtù. L'omosessualità è nel mondo del calcio come in qualunque altro mondo. Sarebbe meglio prenderne atto e smetterla di alimentare un razzismo da quattro soldi e scambiare i propri pregiudizi come verità dei fatti".
17.44 - L'Arcigay replica a Luciano Moggi, secondo cui il calcio non è un mondo per omosessuali. "Le dichiarazioni odierne di Luciano Moggi, secondo cui un omosessuale non può fare il mestiere del calciatore, sono ridicole - afferma Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay -. Moggi sa benissimo, perché conosce quel mondo molto bene, che sono tanti i giocatori professionisti di calcio omosessuali. Ed è risaputo in tutto l'ambiente calcistico che gli omosessuali negli spogliatoi sono tanti. Il motivo per cui non è possibile contarli è semplicemente perché nascondono la loro sessualità solo per un discorso commerciale di immagine, da 'bello da vetrina' da vendere". "L'atteggiamento di Moggi - prosegue mancuso - mi pare piuttosto omertoso. E le sue frasi sono offensive all'intelligenza dei gay e delle lesbiche che praticano l'agonismo, poiché si vuole affermare che l'omosessualità sia elemento invalidante come se fosse una malattia. Ricordiamo a Moggi, e a tutti quelli che la pensano come lui che sono tante le stelle dello sport che orgogliosamente si dichiarano gay e lesbiche". 13.27 - Intervistato dal massmediologo Klaus Davi per l'appuntamento settimanale su Youtube 'KlausCondicio', Luciano Moggi attacca i giocatori, e la loro sete di potere e denaro: "Vogliono un sacco di soldi e oltretutto vorrebbero dare ordini alle societa', e questo non e' possibile. Se non gli dai quello che vogliono, appena ne hanno l'occasione ti sparano addosso". Parole durissime, che precedono una stoccata all'Inter, societa' che "nella gestione di questo aspetto sarebbe ultima in classifica" secondo Moggi. L'ex direttore generale bianconero sfata il mito dei calciatori ignoranti: "Il livello intellettuale e' molto aumentato, Del Piero e' molto colto, Ibrahimovic, Vieira, Nedved sono divoratori di libri". Quanto al suo passato al vertice della Juve Moggi ammette: "Ero arrogante, ma non e' un reato, cercavo di difendere un'azienda orfana di un padre dopo la morte di Gianni Agnelli".
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