Ho atteso di poter visionare il confronto di Las Vegas, prima di esprimermi. Condivido il giudizio dei due giudici che hanno assegnato la vittoria all’italo gallese Calzaghe su Hopkins. I media si sono divisi a meta`. Sulla sponda del Pacifico, che bagna la California e il Messico, hanno strillato che il “Boia” aveva vinto, mentre dall’Atlantico si replica che la boxe piu` pulita di Joe aveva avuto ragione della tattica ostruzionistica e dei colpi sporchi di Bernard. Solo punti di vista? Mica vero, intanto il rapporto dei pugni giunti a bersaglio e` largamente a favore dell’europeo: 232 su 707 lanciati a 127 su 468. Che si presta ad una lettura piu` ampia. L’attivita` offensiva di Calzaghe specchia l’iniziativa lungo tutto il match, mentre Hopkins aspettava e sfruttava gli errori altrui. Non solo, rivedendo con attenzione la sfida, diventano rari i pugni puliti dell’americano, maestro delle tenute e delle sceneggiate. Su un colpo basso appena sfiorato ha ottenuto un lungo break per riprendere fiato. Piu` che giustificato per un signore di 43 anni, sul ring da vent’anni. Che agli americani piaccia lo scontro con poche regole, fa parte della cultura del Far West, ma non significa che abbiano ragione. Il conteggio subito da Joe nel primo round ha pesato per quasi meta` match, ma nella seconda parte in particolare dal settimo al nono, il vantaggio di Hopkins e` svanito. Impattando il decimo ma perdendo gli ultimi due tempi, Bernard ha lasciato la vittoria nei guantoni di un Calzaghe che ha mostrato una migliore condizione e determinazione, diciamo, la voglia di vincere.
Nel salone del Thomas & Mack Center di Las Vegas, erano presenti oltre 15.000 spettatori dei quali piu` della meta` giunti dall’isola britannica e in particolare dal Galles. Una vera migrazione, superiore a quella mossa da Ricky Hatton contro Floyd Mayweather jr. Alla faccia di chi prevedeva il declino della noble art a tempi brevi. Con molta onesta` professionale Calzaghe ha ammesso che non e` stato il suo miglior match, senza specificare che contro Hopkins non e` facile fare accademia. Ugualmente i commenti sono stati tutti favorevoli senza sottilizzare troppo. Che poi il baldo veterano USA abbia abbaiato lo sconcerto per un verdetto a suo dire assurdo, e` piu` che comprensibile. Tutti lo davano battuto, cosi` e` stato, ma gli va dato atto che si e` battuto da grande guerriero, sporco ma formidabile.
A confermare che la saga e` appena iniziata e potrebbe imitare Rocky, sono gia` state gettate le basi per nuovi confronti con i due attori di Las Vegas. Calzaghe il piu` richiesto e Roy Jones jr. recente vincitore di Felix Tito Trinidad, il piu` probabile rivale immediato. Lo hanno confermato i due diretti interessati, dando anche sedi e date. Si tratterebbe di un dual, ormai di moda. Primo appuntamento nella tana di Joe, al Millennium di Cardiff che assicura un pienone che oscilla sulle 50.000 presenze per il 15 novembre. La rivincita a meta` 2009. Se Hopkins e` un mito, Roy Jones e` qualcosa in piu`. Oro morale ai Giochi di Seul nell’88, ha conquistato tutto quello che era possibile tra i professionisti dai medi ai mediomassimi. Arrivo` a detenere ben sette cinture. Per molte stagioni il miglior pugile ‘pound for pound’. Dopo venti stagioni, a 41 anni, ha dimostrato di avere ancora frecce valido nel suo arco tecnico. Lo scorso gennaio a New York, ha battuto alla grande il portoricano Felix Trinidad.
Calzaghe-Jones e` un evento che stuzzica parecchio. Un po’ meno il ventilato bis tra Hopkins e Trinidad, anche se spinto forte da Don King, che non vuole restare fuori dal business. Il primo cointeressato nella “Golden Boy Promotion” gestita da Oscar De La Hoya, il secondo gestito dall’uomo con i capelli elettrici, in trincea da oltre mezzo secolo. Probabile si mettano d’accordo, anche se in questo caso il pronostico e` tutto per “The Executioner” che nel 2001 al Madison di New York pose ko nel dodicesimo e ultimo round il portoricano, gia` indietro nel punteggio. Non ci pare che Felix abbia compiuto passi avanti, come dimostra la sconfitta contro Jones jr. a gennaio. Papa` Enzo Calzaghe ha fatto anche il nome di Kelly Pavlik, l’attuale re dei medi WBO e WBC, per una sfida che forse stuzzicherebbe piu` appetiti. L’americano di Filadelfia, con radici polacche (26 anni), ha battuto brutalmente Jemail Taylor e possiede un destro micidiale. Ma dovrebbe salire di categoria e questo e` un rischio calcolato fino ad un certo punto. Al momento i due protagonisti di Las Vegas si godono il lauto guadagno, oltre un miliardo a testa, mentre stanno lavorando febbrilmente organizzatori e manager. Per assicurare un autunno caldo sul ring.
di Giuliano Orlando
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