Champions League - Bellezza-Brutalità, sceglie la pioggia

Eurosport - mer, 21 mag 22:59:00 2008

La finale di Champions è stato lo sfoggio di filosofie diametralmente opposte. Nel primo tempo detta legge l'estetica dei Red Devils, dopo l'intervallo sale in cattedra la fisicità dei Blues. A decidere, una scivolata..

FOOTBALL, Ronaldo, Lampard - 0

E' stata la finale della bellezza contro la brutalità, della giovinezza contro l'esperienza. Il degno epilogo di una competizione talmente monopolizzata dall'Inghilterra che nessuna squadra inglese è stata estromessa da una squadra straniera. L'Arsenal ha perso dal Liverpool che ha perso dal Chelsea che ha perso dal Manchester United. Le inglesi hanno giocato 42 partite, totalizzando 28 vittorie, 10 pareggi e 4 sconfitte. Lo score contro italiane e spagnole presenta solo una sconfitta in 14 partite.

I Red Devils hanno dettato lo spartito del match acquisendo grande autorevolezza dopo i primi 20 minuti di studio. Il centrocampo dinamico formato da Scholes, Carrick e Hargreaves è l'ideale sostegno per la triade Ronaldo, Rooney e Tevez. Ferguson domina l'incontro dal punto di vista tattico ma il calcio sa essere una creatura poco malleabile e arriva il golpe di Lampard.

Inizia la ripresa con la risurrezione del centrocampo del Chelsea, Ballack entra in partita e all'improvviso, scevri di rifornimenti, Tevez e Rooney diventano figure periferiche. Il Chelsea riesce nell'impresa di opprimere la creatività dei Red Devils e la fisicità della cerniera di centrocampo zittisce il florilegio di talento dei Red Devils. Dall'altra parte il Manchester United accetta i ritmi più bassi, evita di farsi sorprendere in contropiede stringendo in una morsa d'acciaio il cobra Drogba.

Arrivano i supplementari, quella finestra di agonismo che gli inglesi dipingono come "Hero Time". Lampard prova ad iscriversi alla lista degli eroi ma trova la traversa, al 100esimo Giggs vuole condire di meraviglia il suo ingresso nella storia del Manchester United ma c'è Terry ad immolarsi con la testa. Nell'ultimo spicchio di match c'è solo spazio per crampi e nervosismo, attimi di storie tese producono un rosso senza incidenza a Drogba (Rooney alla vigilia l'aveva "preconizzato": "Didier ogni tanto non c'è con la testa").

Il match zoppica letteralmente fino alla roulette russa degli undici metri: sembrava fatale ai Red Devils l'hesitation di Cristiano. Dopo 42 gol, un errore clamoroso che però non gli toglierà il Pallone d'Oro. E invece il Chelsea maledice la pioggia, la scivolata di Terry e le manone salvifiche di Van Der Sar. Chissà se a Londra van di moda i Negramaro: "Cade la pioggia e tutto casca e scivolo sull'acqua sporca..".

Michele Gazzetti / Eurosport