Eurosport - sab, 21 lug 21:04:00 2007
La Nuova Zelanda si è aggiudicata la 12a edizione del Tri-Nations, dopo aver sconfitto nell'ultima giornata l'Australia per 26-12. Per gli All Blacks si tratta dell'ottava vittoria in dodici edizioni del torneo, mentre Australia e Sudafrica restano ferme a quota due successi
Come da pronostico alla fine hanno vinto loro. La Nuova Zelanda conquista, per l'ottava volta nella sua storia, il prestigioso Tri-Nations, torneo che vede impegnate solo le nazionali dell'emisfero australe: ovvero il meglio del rugby mondiale.
Partiti come assoluti favoriti, gli All Blacks hanno comunque trovato più difficoltà del previsto in questo torneo. Partite non esaltanti, una sconfitta shock contro l'Australia e la matematica certezza della vittoria arrivata solo col trionfo nell'ultima partita, sempre contro l'Australia.
All Blacks e Wallabies, infatti, si sono presentate all'ultimo incontro del torneo con gli stessi punti in classifica. Tensione alle stelle, partita molto tecnica e dura in cui le due nazionali si sono fronteggiate con estremo equilibrio. Forze in campo che, dunque, si equivalgono e partita che si chiude con una sola meta segnata, trasformata dal neozelandese Woodcock. Punti che si realizzano, da una parte e dall'altra, grazie a piccoli errori nelle difese delle due nazionali. La differenza, come in tutti gli sport, la fanno i campioni in campo: e Daniel Carter è un assoluto fuoriclasse. Il mediano neozelandese trascina la propria nazionale al successo trasformando ben 7 calci piazzati.
Vittoria numero 8 su 12 edizioni per gli All Blacks che, oltre a lasciare Sudafrica e Australia ferme a 2 successi a testa, si confermano la squadra da battere nei prossimi Mondiali in programma in Francia tra 7 settimane.
Certo è che la Nuova Zelanda vista in questo Tri-Nations non è sembrata quella squadra "schiaccia sassi" a cui tutti eravamo abituati. Carter e compagni sono, come ha dimostrato l'Australia, battibili. I prossimi Mondiali, quindi, promettono di regalare, oltre al consueto spettacolo, grande equilibrio e incertezza.
Alessandro Brunetti / Eurosport