E` costata cara la sconfitta rimediata dal Livorno contro la Lazio. Ed e` finita con i tifosi pronti ad assaltare gli spogliatoi dell`Armando Picchi. Mentre altri hanno addirittura tentato un`irruzione passando dal terreno di gioco, con stewards (uno probabilmente ferito), poliziotti e carabinieri che a fatica cercavano di calmare la protesta. Al centro della polemica il presidente Spinelli e l`attaccante Tavano, chiamato quest`estate al difficile compito di sostituire un bomber amato come Cristiano Lucarelli. Inoltre, i tifosi livornesi hanno anche chiesto a Tavano di restituire la maglia numero dieci. Una maglia importante per tutti gli appassionati amaranto, essendo stata quella di Igor Protti. Il presidente Spinelli, invece, e` stato accusato di non aver speso e di aver lasciato partire l`idolo Cristiano Lucarelli, vero simbolo del Livorno.
Altro episodio di violenza e` accaduto anche al Sant`Elia, durante Cagliari-Catania (terminata 1-1). Al termine della gara, dalla Curva Nord (quella occupata dagli ultras cagliaritani) e` stata lanciata in campo una bomba carta, mentre il centrocampista D`Agostino stava salutando i tifosi e aveva appena regalato loro la maglietta. Un boato spaventoso e una fiammata che ha abbagliato gli occhi del giocatore, che si e` accasciato a terra stordito. Fortunatamente D`Agostino non ha subito lesioni, ma solo un leggero trauma acustico. Passato lo spavento, ha lasciato lo stadio sorridente a bordo della propria auto. Il Cagliari rischia la squalifica del campo o la chiusura della Curva, cosi` come accaduto all`Inter. Dura la reazione del presidente rossoblu` Massimo Cellino: `E` stato un incidente, nessuno ce l`aveva con D`Agostino. Questi tifosi col loro gesto si giudicano da soli. Fanno male alla societa`. E` un gesto inqualificabile che non si puo` commentare`.
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