Eurosport - mer, 21 nov 16:56:00 2007
In Argentina si sperava in un finale di 2007 col botto, il botto lo ha regalato invece la Colombia ai 42mila del Campin di Bogotà, rimontando e battendo una Seleccion asfissiata dall'altura e dall'impatto tremendamente fisico della Selezione di Pinto
Gli episodi chiave della partita sono due, al 25esimo, quando al premiata ditta Fandino-Larrionda manda negli spogliatoi Carlitos Tevez per un contatto tanto sciocco quanto leggero con Ruben Bustos, e all'83esimo, quando a scatenare il delirio totale ci ha pensato Dayro Moreno, pescato dai piedi illuminati di Macnelly Torres e soprattutto tenuto in gioco da Ibarra che con il suo errore di posizione ha condannato la Seleccion alla prima battuta a vuoto del suo cammino Mondiale.
In mezzo è stata una partita tattica e fallosa, che l'Argentina ha comunque saputo sbloccare dopo 37 minuti di difficoltà enormi nella gestione del pallone per merito soprattutto del pressing furente dei colombiani, e lo ha fatto liberando il genio straripante dei suoi gioielli, Riquelme che batte veloce un piazzato sulla trequarti, Messi che si trasforma in incantatore di serpenti realizzando un gol da mal di testa. La partita la Seleccion l'ha persa nei restanti 10 minuti del primo tempo, graziando una Colombia in stato di confusione mentale; la partita Pinto l'ha vinta con il doppio cambio dell'intervallo, che ha riproposto una selezione combattiva ed arrembante capace di spingere fino alla fine e di prendersi la seconda vittoria consecutiva, passando ancora attraverso una punizione strabiliante di Ruben Bustos, che da vero cecchino ha colpito nell"unico piazzato concessogli.
Il dubbio principale rimane guardando il tabellino: Basile ha compiuto un cambio solo, al 75esimo, mantenendo una squadra stritolata dalla fatica e troppo poco impattante davanti con il peso piuma Messi centravanti unico per un"ora abbondante. La certezza è invece che questa sconfitta non pregiudica chiaramente nulla, ma il messaggio che arriva da Bogotà è che anche l'Argentina è battibile: la corsa verso il Sudafrica è aperta a tutti.
SB / Eurosport