Vuole cancellare il piu'' in fretta possibile gli ultimi mesi trascorsi in Italia. Depresso, impiegato col contagoccie da Mancini, Adriano si era trasformato in una parodia di quel calciatore in grado di conquistare all''Inter l''appellativo di "Imperatore".
E cosi'', dopo l''ufficializzazione del suo passaggio in prestito al San Paolo, l''attaccante brasiliano ha voluto subito fare chiarezza: "Nell''Inter mi sono conquistato il soprannome di Imperatore. Qui vorrei essere chiamato semplicemente Adriano, come se fosse un nuovo inizio. Sono una persona normale, proprio come voi - ha esordito la punta verdeoro nella conferenza stampa di presentazione -. Ho vissuto una fase di depressione. Ho perso mio padre, dopo i Mondiali dello scorso anno sono successe tante cose. Di molte mi pento, ma non e'' piu'' il caso di pensare al passato: qua mi ha accolto molto bene. Penso che non avremo problemi e se staro'' bene, saro'' titolare. Altrimenti, mi daro'' da fare per conquistarmi. Voglio giocare tutte le partite, voglio fare il possibile per segnare e per aiutare il San Paolo ad arrivare in fondo alla Coppa Libertadores. Questo club e'' fondamentale per me: sono venuto qui per vivere 6 mesi estremamente positivi. Quando sono arrivato ero triste, ora voglio che questa diventi la mia seconda casa".
Parole pesanti, soprattutto se pronunciate da chi, come Adriano, e'' mnato e cresciuto calcisticamente nel Flamengo, a Rio de Janeiro: "Il Flamengo fa parte della mia vita. Sono andato via da li'' giovanissimo. Adesso, chiedo ai tifosi di non essere arrabbiati con me per questa scelta. Penso che capiranno: l''ho fatto per il mio bene, per tornare ad essere felice - ha confessato l''attaccante, che dovrebbe tornare all''Inter a giugno -. Il San Paolo pero'' mi ha gia'' aiutato molto e io voglio sdebitarmi. Ma se segnero'' un gol contro il Flamengo, non esultero''".
Chiusura di rito su un possibile ritorno nella nazionale brasiliana. Un obiettivo che Adriano considera alla sua portata: "Per riuscirci, devo stare bene e devo giocare. Dunga tiene d''occhio tutti: sia chi e'' all''estero, sia chi e'' qui. Chi gioca in Brasile deve dimostrare qualcosa in piu'', io ci provero'' con tutte le mie forze".
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