Eurosport - ven, 22 feb 18:52:00 2008
Il fuoriclasse del Milan, da poco operato a causa della rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro, non sa ancora se tornerà a giocare
Vuole sorridere Ronaldo, e si sforza di farlo. E' però difficile sorridere quando si è costretti a fermarsi o ci si fa male con la sua frequenza. Perché Ronaldo è un campione in tutto; nel farsi male, ma anche nella capacità con cui risorge di continuo.
Il suo sorriso, però, nel giorno in cui il Fenomeno lascia la clinica Pitie Salpetriere, dove da poco era stato operato per la rottura totale del tendine rotuleo del ginocchio sinistro, è solo di circostanza. Forzato.
Saluta le tante persone pronte ad accoglierlo all'uscita della clinica, ringrazia chi gli è stato vicino in questi giorni ma appare, ovviamente, distrutto. Nel morale, più che nel fisico.
Rialzarsi sembra così facile a volte. Servono testa, cuore e fisico. Al Fenomeno testa e cuore non mancano di certo. Quello di cui non si fida più è, invece, il proprio fisico: "La mia volontà è continuare a giocare. Il mio cuore vuole che io giochi, ma il mio corpo mi manda segnali di stanchezza".
Vuole tornare a calcare i campi di calcio, Ronaldo, questo è certo. Lavorerà sodo per riuscire a rientrare in nove mesi ma, per la prima volta da quando gioca a pallone, ipotizza un eventuale ritiro dal quel mondo che gli ha dato fama, soldi, successo e, soprattutto, gioia e divertimento.
"Se starò bene e se non proverò dolore continuerò a giocare. Se il mio corpo mi segue, tornerò in campo. Altrimenti...". La frase di Ronaldo è incompleta, piena di inquietudine e malinconia. Una frase che turba gli appassionati del pallone, ancora prima dei fan di Ronaldo. Perché Ronaldo è il calcio e un suo eventuale ritiro sarebbe davvero un brutto colpo per uno sport che ha saputo arricchire con giocate sopraffine e irriverenti, di qualità e concretezza. E' stato un duro colpo ma Ronie è sempre tornato. Perché non farlo anche questa volta.
Andrea Tabacco / Eurosport