Eurosport - sab, 22 mar 09:43:00 2008
Giunge il momento della Milano-Sanremo. E' l'edizione numero 99, la prima della storia che sale sulle Manie che termina in Lungomare Calvino. Freire il favorito numero uno, Petacchi subito a ruota
LA NUOVA MILANO-SANREMO - Cambia volto rispetto a tutto il suo passato la Milano-Sanremo numero 99. Sarà la prima della storia con transito in vetta alla salita de Le Manie, la vetta a 95 km dall'arrivo, in quei 5 km di ascesa (pendenza media del 5.9%) il gruppo potrebbe sfaldarsi, e nella successiva, tecnica discesa, anche esplodere. Inedito anche l'arrivo, posto in Lungomare Italo Calvino, ma già due volte sede d'arrivo al Giro del Mediterraneo (con Rigotto prima e Lorenzetto un anno dopo, nel 2007, vincitori). Dalla vetta del Poggio all'arrivo un km in più di strada rispetto al passato. Più dura del solito arrivare in fondo per chi riesce a fare il vuoto sul Poggio, più nervoso del solito rischia di essere l'avvicinamento al volatone, perché all'interno dell"ultimo km c"è una doppia, insidiosa virata. Sanremo dunque un po' più aspra rispetto al passato, e comunque da verificare, nel modo in cui gli elementi nuovi potranno, nell"economia della corsa, incidere.
FREIRE E CANCELLARA SU TUTTI - Già vincitore a Sanremo un anno fa e nel 2004, Oscar Freire arriva alla 99ma Classicissima di Primavera con la reale possibilità di fare tris. Due successi di tappa alla Tirreno-Adriatico, Freire sembra valere, al momento, in volata, anche il miglior Petacchi. Miglior Petacchi che è molto simile, con qualcosa in più, a quello appena visto in opera (1 vittoria e una sconfitta, in volata, con Freire) alla Tirreno-Adriatico. Cancellara è il pericolo numero uno, lo svizzero deve evitare il volatone, può sfruttare il trampolino del Poggio, oppure provare la carta della discesa all'impazzata. O addirittura azzardare il colpo di mano dell'ultimo km, come ha fatto con successo, in Via Roma, nel 2006, quel Pozzato anche lui in grado di piazzare un altro acuto. Di Luca ha la rabbia addosso e spera di scaricarla con profitto sui pedali, lungo le rampe del Poggio. Bettini, che ha appena smaltito una leggera indisposizione, è un'incognita, il suo delfino Visconti una delle giovani speranze italiane, Rebellin il 'vecchio' che avanza, una poderosa candidatura a far sua la corsa dei suoi sogni, che lo ha sempre respinto e che stavolta affronta, a 13 anni di distanza dal suo miglior risultato (fu 4° quel giorno, il giorno di Jalabert), con una forma che così buona, in passato, non aveva mai avuto. E poi mille altri, i Gilbert, Boonen, e chi ne ha voglia si faccia avanti. Forfait dell'ultim'ora per Riccò, notizie dell'ultim'ora prefigurano una Sanremo fredda e bagnaticcia.
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