Eurosport - sab, 22 mar 17:42:00 2008
Convincente vittoria dei friulani, che battono 2-0 il Livorno con due prodezze di Quagliarella e Di Natale. L'Udinese scavalca la Sampdoria e sale al sesto posto
Continua il momento favorevole dell'Udinese, che dopo il successo di Torino nel turno infrasettimanale batte anche il Livorno, sale in sesta posizione, consolida la zona Uefa e tiene viva ancora qualche speranza di giocarsi la Champions League. La formazione di Marino si è mostrata in buona forma, dominando sul piano del gioco fin dai primi minuti di gioco i Labronici, capaci di rendersi pericolosi solo una volta sotto di due reti.
La prima è una perla di Quagliarella, che al 19' firma uno dei 'suoi' gol da cineteca sorprendendo Amelia con un gran destro da quasi 30 metri che termina la sua corsa nell'angolo più lontano. Il Livorno, già in difficoltà, perde il capitano Galante poco dopo la mezzora per problemi muscolari. Al suo posto entra Rezaei. Sul finire del primo tempo Di Natale sfiora il raddoppio arrivando in corsa su un tiro di pepe ribattuto dalla difesa ospite.
Sono le prove generali del gol, che l'attaccante della nazionale segna a inizio ripresa sfruttando la gentile concessione del tendem Grandoni-Pavan che pasticciano in maniera imperdonabile e spianano la strada al capitano friulano, che entra in area e batte facilmente Amelia sul secondo palo. L'Udinese prova a reagire e potrebbero riaprire subito il match, ma Tristan manca la deviazione sotto porta sull'assist di Alvarez. Sempre l'attaccante spagnolo impegna Handanovic in girata al 65', mentre all'81' sfiora il palo su punizione. In mezzo c'è anche una traversa di Quagliarella su punizione, anche se il gioco era fermo.
Marino concede la standing ovation finale ai suoi due eroi, mentre il Livorno non si rassegna fino all'ultimo. Incredibile quando accade nell'ultimo minuto di recupero, quando De Vezze cicca il pallone a porta vuota e, sul ribaltamento di fronte, Pepe calcia addosso ad Amelia fallendo miseramente il 3-0. Ma poco sarebbe cambiato, il destino della partita era già scritto.
Fabio Casati / Eurosport