Datasport dataspo

Chianella resta campione italiano

Sab 22 Mar, 01:34 PM


Si batte per il tricolore dei piuma, combatte al meglio e a giudizio unanime del pubblico aveva vinto. Purtroppo due giudici assegnano la vittoria al rivale Davide Chianella campione in carica e per Luca Maggio, lo sfidante, la delusione e` cosi` grande che decide di appendere i guantoni al chiodo. E’ successo In quel di Ceccano, terra ciociara dove la passione per la boxe ha radici profonde, con due antichi protagonisti ancora popolari come Domenico Adinolfi e il compianto Domenico Tiberia, al quale e` stato intitolato il Palasport, si e` svolta l’interessante serata organizzata dalla “Rosanna Conti Cavini” di Grosseto.

Il “main event” proponeva la sfida tricolore dei piuma tra l’emiliano David Chianella (15+5-2=) e lo sfidante Luca Maggio, grossetano adottivo con radici leccesi. Incontro molto sentito, anche se i due atleti fanno parte della stessa scuderia.

La volta scorsa, nonostante la generosita` di Maggio, l’aveva spuntata il piu` concreto Chianella in virtu` di un pugilato meno dispersivo, per cui il verdetto non era in discussione. La rivincita ha descritto una storia diversa. Chianella veniva spesso anticipato dal sinistro dello sfidante, che ha dettato il ritmo di un confronto bello anche se non elegante, combattuto dal primo all’ultimo round, con alcune riprese di alta intensita`, in particolare la quinta, allorche` Chianella si feriva sopra l’arcata sinistra, sun un destro di Maggio e l’ultima, dove lo sfidante a giudizio del pubblico suggellava una superiorita` chiara, che solo i due giudici Lamusta e Cicilese capovolgevano, assegnando a Chianella un 96-94 che era esattamente l’opposto dell’opinione generale. Prudente Cianfrone, con un salomonico 95-65, generoso col campione, ma comunque accettabile.

La disputa ha visto nella prima parte prevalere la migliore impostazione di Maggio, che sfruttava bene l’allungo e vanificava molti degli attacchi del piu` basso avversario, che alternava la guardia, senza apprezzabili risultati. Dalla settima alla nona il campione recuperava in virtu` della maggiore attivita` al corpo e qualche destro volante piu` d’effetto che di sostanza, comunque valido per accorciare l’handicap. Decisiva l’ultima, chiaramente per un Maggio che ritrovava energie e colpi, mentre Chianella si preoccupava per la ferita che sanguinava abbondantemente. L’arbitro Caso, molto bravo constatava non fosse pericolosa, quindi faceva giungere il match alla fine. Verdetto che non poteva avere dubbi, tra l’altro nel corso dell’incontro la maggiore esperienza di Chianella si faceva notare a corta distanza, abilissimo a chiudere il braccio sinistro di Maggio senza che l’arbitro rilevasse la furbata.

A conferma dell’onesta` degli atleti, l’atteggiamento di Chianella nel rivolgersi al compagno battuto, pronto a ridargli una nuova opportunita`, quasi a scusarsi di un verdetto che lo premiava oltre i meriti. Che poi il maestro del campione si sforzasse di far credere che tra i due avesse vinto il suo protetto, questo rientra nel gioco delle frasi di circostanza, dove ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Peccato che Maggio abbia annunciato ufficialmente l’intenzione di appendere i guantoni al chiodo. Decisione che rappresenta la sua protesta ad una vittoria che meritata e gli e` stata negata. Spiace perche` il pugile e` bravo, e a 30 anni, ha margini di miglioramento, in particolare deve chiudere il destro e portarlo in linea diretta, ma possiede notevoli doti sia di resistenza che di lucidita` tattica. Sapeva che il sinistro era l’arma vincente e l’ha usato cosi` bene che Chianella e` andato in confusione. Spiace che i giudici non l’abbiano capito. Come qualcuno, che ha visto l’ultimo round per il campione. Incredibile.

Due assegnazioni della Coppa Italia. Nei welter la maggiore consistenza atletica e anche la visione tattica, ha premiato giustamente Giuseppe Langella (11+3-1=), di Torre Annunziata, allievo di Lucio Zurlo, elemento ben dotato ma non sempre al meglio della condizione. Contro il battagliero Marino Bucciarelli, (5+1-) idoletto di casa, coraggioso ma ingenuo e troppo titubante in avvio, Langella ha messo in atto la boxe di rimessa, colpendo con chirurgica precisione e movendosi bene sul tronco e sulle gambe. Ottima prestazione del pugile di Elio Cotena, che conquista il trofeo con pieno merito. L’assalto finale di Bucciarelli, generoso ma poco preciso, non poteva cambiare le sorti di un confronto che ha visto Langella comandare per buona parte dei sei round.

Nella seconda sfida, riservata ai medi, l’altro napoletano Carlo De Novellis (5+) allenato dal padre, una buona attivita` nei dilettanti, al quinto incontro nei pro, e meno di due stagioni alle spalle, conquista la Coppa con pieno merito superando il non facile ostacolo rappresentato da Matteo Signani (3+2-), romagnolo di Cesena che ha nella generosita` l’arma migliore. Combattimento molto fisico, conquistato dalla maggiore consistenza di De Novellis, meno abile pugilisticamente ma capace di imporre lo scambio corto, dove mostrava la maggiore concretezza nei colpi. Bella comunque la prova di Signani, elemento da seguire, come d’altronde De Novellis, prossimo alle 30 primavere. Purtroppo la media dei nostri professionisti e` questa, visto che in genere il passaggio e` antecedente ai 25-26 anni.

Non si e` disputato il confronto femminile tra Maria Rosa Tabbuso (11+ 3-2=) e la modesta romena Elena Miftode (6+9+) vista contro la Pantani, dove aveva denotato una modestia imbarazzante. Ci chiediamo come la FPI conceda simili nulla osta, considerato che la Miftode dal 2002 ha rimediato nove sconfitte contro una vittoria di fronte a una debuttante, sei delle quali per ko. Che senso ha il confronto tra la campionessa d’Europa e questa avversaria? Purtroppo sembra che verra` allestito il 4 aprile. Sconfortante.

Per il resto una bella riunione, col solo neo del verdetto tricolore. Ma questo fa parte degli errori dei giudici, dei quali chi organizza spesso e` solo vittima.

di Giuliano Orlando

Per maggiori informazioni vai sul sito di Datasport