Eurosport - gio, 22 mag 11:52:00 2008
I Blues si sono dovuti inchinare ancora una volta di fronte al Manchester di Ferguson: l'amarezza è molta, soprattutto per il modo in cui è maturata la sconfitta, e sono molti quelli pronti a lasciare Londra: da Lampard a Drogba, da Grant ad Abramovich?
Sono passati cinque anni da quando Roman Abramovich acquistò il Chelsea e la finale di Mosca, a casa del magnate russo, sembrava la perfetta conclusione di un ciclo che era partito con Ranieri per arrivare a Grant, con la vistosa parentesi Mourinho. I rigori del Luzhniki e il prato reso scivoloso dalla pioggia hanno strozzato in gola l'urlo di gioia dei Blues, premiando ancora una volta il Manchester United e lasciando con un pugno di mosche in mano il povero Avram Grant, finito nuovamente secondo alle spalle dei Red Devils come accaduto in campionato.
La delusione del manager israeliano è ovviamente enorme: "Cosa posso dire? Abbiamo dominato la partita, abbiamo colpito due pali e abbiamo perso ai rigori. Abbiamo giocato in maniera eccellente: non posso che essere orgoglioso della squadra". Poi le parole di consolazione per John Terry, il capitano protagonista dell'errore sul quinto penalty. "JT è la ragione per cui siamo qui: è stato grande in tutta la stagione, nelle semifinali e in questa partita, impedendo a loro di creare tante occasioni; mi spiace per lui".
Frank Lampard, invece, è stato il protagonista in positivo della serata del Chelsea, una notte che peraltro potrebbe coincidere con l'ultima presenza del centrocampista inglese con la maglia del club londinese, anche se dall'Inghilterra hanno smentito con decisione le voci della trattativa con l'Inter. Il numero 8 dei Blues ha tirato fuori un'altra prestazione splendida dedicando nuovamente il suo gol alla madre recentemente deceduta: due dita verso il cielo come a Stamford Bridge contro il Liverpool, anche se questa volta l'epilogo è stato differente. "Oggi ci siamo svegliati un po' tardi ma poi ci siamo dimostrati più forti. Ovviamente il finale è crudele, ma questo è il calcio. Devo ringraziare i miei compagni che sono stati fantastici in questo periodo di difficoltà: voglio essere ancora una volta qui con loro per vincere la Champions League".
Il sentimento più forte in casa Chelsea è certamente la volontà di riprovarci, ma nei prossimi mesi molto potrebbe cambiare. Nonostante le smentite di facciata, Grant, Drogba e Lampard sembrano infatti pronti a lasciare Stamford Bridge, ma notizia ben più clamorosa potrebbe essere l'addio del patron Abramovich che in questa primavera ha imparato ad innamorarsi dello Zenit San Pietroburgo e del calcio russo: forse allora il ciclo dei Blues si è davvero concluso, ma non come i tifosi speravano...