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Mark, tu che fai? Resti o te ne vai? I dubbi di Bresciano e il tira e molla di Zamparini

Ven 22 Ago, 04:01 PM


L’affare Bresciano è indubbiamente uno dei più singolari a cui la storia del calciomercato palermitano e italiano in genere abbia mai assistito. Nulla di strano o di assurdo, per carità: oggi le dinamiche del pallone sono tali che niente può lasciare esterrefatti. Ma l’originalità per certi versi tragicomica della faccenda, quella ce la dovete pur concedere. E’ la storia di un giocatore che se ne vuole andare, che la società vuole vendere, ma chissà per quali motivi da un anno ormai è posteggiato qua. Adesso, quando si è quasi agli sgoccioli della campagna acquisti e cessioni della sessione estiva, gli elementi che lasciano pensare ad un altro anno di permanenza a Palermo dell’australiano sembrano avvalorarsi oltremodo, rispetto alle giustificate e coerenti voci di trattative per una sua cessione all’estero piuttosto che in Italia. “Spero che alla fine Bresciano resti a Palermo, è un giocatore che fa la differenza”. Questo che avete appena letto è l’ultimo Zamparini di stagione, interpellato per l’appunto sulle sorti del centrocampista ex Parma. Dopo aver passato gran parte dell’estate a consigliare le doti tecnico-tattiche del giocatore a varie pretendenti, fra cui (più insistentemente che alle altre) la Roma; pur confermando il fatto che il suo direttore sportivo sta attualmente conducendo trattative incrociate con due club anglosassoni, segnatamente West Ham e Glasgow Rangers, il presidente del Palermo ama spiazzare tutto e tutti con questa chiosa in stile coupe de theatre: ‘Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, lui resta qua…lui resta qua’. Roba degna del miglior depistaggio mai architettato dai servizi segreti internazionali. Cosa c’è di vero in queste affermazioni? Quanto non si tratti piuttosto di strategie dialettiche per tenere elevata la soglia del prezzo di vendita del calciatore? In fondo, a nessuno fa comodo presentarsi e approcciare gli ‘squali’ del mercato, vestendo i panni di chi vuole sbarazzarsi a tutti i costi di un giocatore. Meglio dimostrarsi affezionati a quello che comunque resta, nei fatti, un patrimonio economico della società. Altrimenti, poi, finisce che gli altri (gli ‘squali’ di cui sopra) provano a ricamarci sopra, ad ottenere sconti, a tirare sul prezzo o a far passare certi escamotage di tipo finanziario o fiscale. Un po’ quello che avevano provato a fare gli emissari del Manchester City, prima vera pretendente dell’australiano lo scorso anno, che – come raccontato da Sabatini in questi giorni – “non hanno voluto sostenere i costi bancari del trasferimento”. Risultato: indisporre il presidente Zamparini che, a pochissimi passi dalla chiusura dell’affare (il giocatore aveva persino sostenuto le visite mediche), decideva di far rientrare tutto. Oggi il Palermo non vuole incorrere nello stesso spiacevole disguido, e perciò si muove con i piedi piombati. Aggiungendo anche un’ulteriore incrollabile certezza in merito alle modalità con cui altre società potrebbero giovarsi delle prestazioni sportive di Bresciano: il giocatore non si muove dalla Sicilia se non con la formula della cessione definitiva. Ecco perché, ad oggi, la Roma – alla ricerca di prestiti poco o per niente onerosi – sembra fuori dai giochi. Ma poniamo il caso che le parole di Zamparini, in merito al gradimento della permanenza del giocatore, siano sincere (infondo, non siamo mica costretti a pensar male per forza…né tantomeno ci pagano per farlo). A questo punto, un piccolo rilievo alla società sulle modalità di gestione della posizione dell’australiano va comunque fatto. Dice Sabatini: "Il Palermo ha detto al giocatore di decidere se vuole restare oppure no, domani (si legga ‘oggi’, ndr) torna. E´ finito il tempo del sol leone. Dobbiamo capire se ha voglia di rimanere qua". Ora, ammesso che Bresciano nutra uno stimolo a continuare la sua esperienza professionale e di vita in Sicilia, quanto elevato e determinante può essere tale legame, rispetto ad un contesto in cui lo stesso giocatore è bene al corrente che la società ha fatto e sta facendo di tutto per cederlo e dove la responsabilità totale della decisione ultima sul suo destino viene tuttavia scaricata sulle sue spalle? ‘Noi ti vogliamo vendere, tu però vuoi restare?’. Voi che rispondereste ad una simile domanda? Spesso si fa appello incondizionato e si ripone estrema fiducia nella capacità degli esseri umani e, nel caso particolare, dei calciatori ad auto-motivarsi. Si dimentica che le motivazioni vanno prima costruite di concerto e poi alimentate anche attraverso fattori esterni. Non è che tutti i calciatori possono autonomamente sviluppare una passione sfegatata per la città e per il progetto sportivo della società perché, guarda caso, in quella città hanno trovato l’amore della loro vita (vedi il caso Cassano a Genova). I calciatori vanno spesso coccolati, vanno resi partecipi di un progetto e fatti sentire importanti (rivedi sempre il caso Cassano a Genova). Vanno portati in palmo di mano davanti agli occhi dei tifosi, in maniera che questi ne riconoscano il valore e li investano del vessillo di difensori ed eroi della comune causa sportiva. La storia del calcio è piena di professionisti che hanno rivisto le proprie priorità personali a fronte di un ambiente che tributava loro gloria, onore e affetto. Vi spieghereste in altra maniera la permanenza a Firenze di Luca Toni, un anno in più rispetto a quanto previsto dalla sua voglia di ottenere il contratto da una super big europea? Oppure il dietrofront di Luis Figo che già annusava i petrodollari dello sceicco e che, invece, alla fine è rimasto all’Inter ad ‘accontentarsi’ dei petroeuro di Moratti? Il calcio è emozione: non solo per chi lo guarda e fa il tifo, ma anche per chi lo gioca. Se il progetto è veramente quello che Bresciano resti rosanero e faccia la differenza, lo si faccia innamorare della città e della società con tutti i mezzi possibili: il valore del giocatore merita un simile sforzo. Se i programmi sono altri, allora che si vada al sodo evitando inutili giri di parole.

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Commenti 1 - 3 di 3

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  1. Certo che la storia di Bresciano è veramente curiosa!

    Da micscottish64, il ven 22 ago 21:40
  2. vero... bravo!

    Da hollyholly72, il ven 22 ago 21:07
  3. o santo cielo,i tuoi articoli sono vieppiù affascinanti,tirare fuori cento righe,oltretutto piacevoli, dall'"affaire "bresciano,merita il pulitzer.
    sei sprecato.

    Da CIRO'S CUP, il ven 22 ago 16:15
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