A Cagliari di nuovo decisivo il brasiliano e riceve gli elogi del mister Ranieri
BIANCONERI IN VETTA "Amauri? Ha il veleno nei piedi"
Passa dal tango di Trezeguet al samba di Amauri in una settimana, la Juve: tiro da tre del brasiliano con l’Udinese, basta lui pure qui a Cagliari, sei punti e un ballo sotto la tribuna. S’augurano fili a lungo così, perché David resterà lontano dalla pista per almeno quattro mesi. Hanno passi diversi, i due, ma pari efficacia, finora. Anche se il sicario perfetto era il francese, la freccia con il miglior veleno (Ranieri dixit): «Sono giocatori diversi - spiegava il tecnico alla fine - perché rispetto a Trezeguet, che è il gol in persona, Amauri ti fa salire la squadra, ti fa raccordo con gli altri. Ma sono contento, perché deve aver trovato la stessa bottiglietta di veleno di David». A dirla tutta, un po’ gliel’ha allungata Iaquinta, agli ultimi giri del primo tempo, stoppando un bel cross di Marchionni e caricandogli il colpo in area: girata del brasiliano per l’1-0. E vai con il samba. Aveva fatto centro già dopo tre minuti, Ama, però l’arbitro aveva stoppato la giocata per una sportellata di Vincenzone a Bianco. Buona parte della vittoria l’hanno portata a casa questi due, Amauri e Iaquinta, le punte di scorta, si fa per dire, fabbricando spesso giocate da soli, a volte sballate, ma sgobbando sodo, davanti a una squadra che per la prima mezz’ora era stata tragica. Deleterio Sissoko, capace di sette errori gratuiti nel solo primo tempo, annotati, mica per dire, appoggiando la palla al nemico o spedendola direttamente in fallo laterale; assente qualsiasi tipo di propulsione dalle retrovie, con Salihamidzic e Molinaro chissà perché imbullonati dietro, davanti a un avversario inerme. Buona dedizione da Marchisio, qualche giocata di Nedved, ma con il contagocce, un po’ di più da Marchionni, rivisto dall’inizio dopo otto mesi. Difatti Ranieri, solitamente pacato, s’agitava parecchio davanti alla panchina: «Perché non eravamo reattivi in determinate cose e perché dovevamo chiudere la partita subito». Non facendolo, la Juve ha rischiato di brutto, e non ci ha lasciato le penne solo per i buoni riflessi di Manninger, entrato all’intervallo per l’infortunio alla coscia di Buffon: respinta di pugni sulla sventola da lontano di Jeda (39’ st) e carpiato miracoloso sul tiro ravvicinato di Matri (45’ st). Robe da evitare con cura, non volendo finire arrostiti come a Firenze. Chiaro poi, che non era neppure facile avendone cambiati tanti rispetto all’assetto normale: «E non è semplice - ha spiegato Ranieri - ma sono felice perché i ragazzi che vengono chiamati un po’ meno hanno fatto bene».
O, diciamolo, è finita bene. Molto per quel brasiliano e per il collega di reparto, che si sono sbattuti dal primo all’ultimo minuto. E questo era nei pronostici: meno, forse, che Amauri attaccasse a segnare così. «Ti aspetti sempre che facciano gol - ha continuato l’allenatore bianconero - anche se poi lui e Iaquinta magari non sono bomber da venti gol a stagione, ma mi auguro che possano diventarlo». Già offrono parecchio: «Grande spirito di abnegazione, danno una grande mano alla squadra: e quando non riesci a giocare rasoterra, come su questo campo terribile, allora due come loro ti aiutano molto». Basta spedirla là davanti, poi ci pensa mister ventidue virgola otto milioni di euro a tenerla, di petto, di piede, di tacco. A dribblare, a volte con abuso di passi alla Ronaldo, però dando sempre fiato alla retroguardia. Magari il tango di Re David pareva meno coreografico, più essenziale, mortifero, perché poi il brasiliano a volte esagera, alla ricerca del numero e della giocata verdeoro, ma sta sempre lì, a cacciare pallone e avversario. A rischio blasfemia: in una partita come quella di ieri, con il centrocampo drammaticamente orfano di Camoranesi (il peggio che ti possa capitare) e i rifornimenti azzerati, l’ultimo Trezeguet l’avrebbe vista raramente. Con il samba, invece, trovavi spesso piedi cui affidare il pallone. «Ma se giochiamo con rabbia, determinazione e concentrazione, io sono tranquillo», raccontava ancora Ranieri. Forse se c’è Amauri, un po’ di più.
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Commenti 1 - 2 di 2
A LUCXTE MA VAI A CA..... A CRETINO RICO....
forza rubjuve quest'anno nn c'é m o g g i te tocca a guadagnartteli i punti, sarà di molto dura per te, che 6 abituata a comprare gli arbitrri, c'iai provato con c o l l i n a? daie rubjuve provace sennò come fai?
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