Roma, 23 feb. (Adnkronos) - "Milan-Juventus? Mi spiacera' non vederla: io saro' impegnato a Lione con il Psg quella stessa sera. Vedo pero' una Juve con grandissimo entusiasmo, anche se non la darei favorita. Pirlo? Io non l'avrei mai ceduto. O al massimo l'avrei dato al Chelsea o al Psg, visto che avrebbe trovato me. Scherzo, naturalmente...Mettiamola cosi': forse Pirlo voleva piu' soldi e il Milan non glieli voleva dare. E' andato a prenderli alla Juventus". Carlo Ancelotti, attuale allenatore del Paris Saint Germain, parla alla vigilia del match Milan-Juventus, due delle sue ex squadre come allenatore. L'intervista andra' in onda domani su Premium Calcio alle ore 23.00 nel nuovo appuntamento con "La tribu' del calcio". Ancelotti parla poi delle sue esperienze in casa Juve e Milan. "Degli anni juventini ricordo tante cose: a cominciare da Zidane, in assoluto il giocatore piu' forte che io abbia mai allenato. Il rammarico, se cosi' posso dire, e' che raramente, in partita, Zidane riusciva a fare le cose mostruose mostrate in allenamento". Su Alessandro Del Piero, Ancelotti dichiara: "Ale non mi deve niente. Da me ha avuto quello che era giusto avesse, vista la sua grande e unica professionalita'. Su Henry, invece, ho preso una cantonata: lo consideravo un giocatore di fascia, non mi sono accorto che era invece un fortissimo centravanti". E su Luciano Moggi e Antonio Giraudo, che dopo due anni senza scudetti lo sollevarono dall'incarico: "Non ho alcun rancore. Anzi, Moggi mi prese bloccandomi mentre stavo andando in Turchia ad allenare il Fenerbahce. Alla Juve ho imparato quanto importante sia la sintonia tra allenatore e dirigenti. L'accantonamento finale? Mettiamola cosi': quando si chiude una porta, a volta si apre un portone. E a me e' successo: col Milan".

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