Barcellona in due parole: coitus interruptus. Un prolungato amoreggiare, quello dei blaugrana con la vittoria, che non e'' pero'' esploso nel gol liberatorio, piu'' per limiti propri in fase realizzativa che per una reale consistenza del Manchester. La semifinale d''andata finisce 0-0 ma la partita del Camp Nou e'' stata tutt''altro che povera, sia per livello il tecnico dei contendenti che per intensita'' di gioco, ma e'' mancata sul piu'' bello. Neanche un calcio di rigore tirato (male!) da Ronaldo e'' servito a cambiare il tabellino iniziale.
Barcellona padrone del campo, dunque, anche se i Red Devils avevano iniziato guardando negli occhi i rivali catalani. Dopo soli 3 minuti, infatti, la partita poteva offrire una svolta: fallo di mano di Milito in area, Busacca indica il dischetto, Cristiano raccoglie la palla, l''adagia sul dischetto ma gli occhi non sono quelli della tigre e il portoghese calcia nel cielo catalano. Lo scampato pericolo ha trasmesso una scarica elettrica alla squadra di Rijkaard che ha preso lentamente possesso del campo, avviando un palleggio continuo, elegante, a tratti irresistibile. Ma dannatamente inutile. Dopo l''errore fatale Ronaldo si e'' rimpicciolito, e il Manchester ha rinunciato a se stesso, forse intimorito dalla mole di gioco dei blaugrana, con Rooney e Tevez bassissimi, sempre attenti in fase difensiva, incrociando a destra e sinistra.
L''intervallo? Come se non fosse esistito: il fraseggio dei blaugrana si e'' fatto piu'' fitto, arrivando fino al 66% finale di possesso palla ma, pur dando sempre la sensazione di potercela fare, il Barca non ha fatto altro che imitare quel Barca che, anche e soprattutto in Liga, da diversi mesi si incarta in se stesso, cerca la meta anziche'' il gol, si guarda allo specchio e gioca sempre alla stessa velocita''. Per la verita'' stasera Messi & co. hanno impresso un buon ritmo all''incontro ma di azioni pericolose alla fine se ne contano due: una sprecata da Eto''o e un tiro di Henry parato da Van der Sar nel finale. Pochino per far impallidire i Diavoli Rossi.
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