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Le riforme di Berlusconi: "Si' ai campionati per grandi club"

Mer 23 Apr, 03:37 PM


Non sara'' piu'' il presidente del Milan. Almeno formalmente. La vittoria delle elezioni politiche riportara'' Silvio Berlusconi al ruolo di patron rossonero. Dopo la precisazione del suo portavoce Paolo Bonaiuti, il Cavaliere interviene per una precisazione. "Io contro l''arrivo di investitori stranieri per la Roma? No, assolutamente no - spiega Berlusconi ai microfoni di Radio Radio - questa e'' una pratica che ormai si e'' sviluppata in Europa. Basti pensare a quello che e'' successo in Inghilterra con Abramovich. Se entra qualcuno che puo'' rendere felici i tifosi rafforzando la squadra, ben venga".

E'' un Berlusconi sempre convinto delle proprie, idee, che prende due goniometri per parlare a 360 gradi di questo grande sport: dall''affare Ronaldinho che si complica, al campionato per blub, passando per il rapporto fra sport ed istituzioni. "C''e'' un principio fondamentale, che ho sempre seguito. E'' l''indipendenza assoluta, la politica deve stare lontana dallo sport. Per questo non ci sara'' un ministero dello sport. Dovranno governarlo democraticamente gli enti preposti". Per quanto riguarda le "riforme" calcistiche il nuovo Premier la vede cosi''. "I grandi club dovrebbero fare un loro campionato, perche'' quando si attrezza una squadra che costa tanto non si puo'' pensare di andare in un capoluogo di Provincia dove c''e'' uno stadio da ventimila persone e magari nemmeno riempito. Quando si incontrano due grandi squadre, le televisioni hanno punte di audience notevolissime".

Scontata la chiosa su Ronaldinho, separato in casa (ora infortunato) con il Barcellona: "Noi siamo ancora desiderosi di averlo e sappiamo che lui vuole il Milan. Pero'' il Barcellona ha presentato una richiesta che tutti considerano eccessiva. Ma noi andiamo avanti, sperando di acquistarlo".

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