Serie A - Test Coni: in linea con Norme Wada

Eurosport - gio, 23 apr 19:25:00 2009

Il Coni provvede alla Pianificazione ed organizzazione dei controlli durante le competizioni ed al di fuori delle competizioni: in uno di questi, a sorpresa, è uscita la segnalazione di positività per Carrozzieri

FOOTBALL, Gianni Petrucci - 0

La presunta positività alla cocaina del difensore del Palermo Moris Carrozzieri è stata riscontrata grazie a un controllo mirato previsto dalle Norme Sportive Antidoping del Coni, entrate in vigore il primo gennaio scorso e che costituiscono il Documento tecnico attuativo del Programma mondiale antidoping della Wada (World Anti-Doping Agency, l'autorità internazionale competente per il doping nello sport).

Il Coni, tramite il Cca (Comitato per i controlli antidoping) - recita il Documento - "provvede alla Pianificazione ed organizzazione dei controlli durante le competizioni ed al di fuori delle competizioni. Tali controlli sono di norma a sorpresa. Il Cca può ordinare l'effettuazione di test mirati, random o su convocazione".

Il Coni - affermano ancora le Norme Sportive Antidoping - "garantisce che la maggior parte dei Controlli conformi al Tdp (Piano per la distribuzione dei controlli, ndr) sia condotta attraverso il metodo dei Controlli mirati, sulla base della corretta valutazione dei rischi di ricorso al doping e dell' impiego delle risorse necessarie per ottenere sia un efficace intervento che un efficace effetto deterrente.

I fattori che possono essere ritenuti rilevanti al fine di determinare chi dovrebbe essere sottoposto al Controllo mirato variano in base ai diversi sport, ma potrebbero includere (senza limiti) alcuni o tutti i seguenti fattori: a) parametri biologici anomali (valori del sangue, profilo degli steroidi, ecc.); b) infortunio; c) ritiro o assenza da una Competizione in cui era prevista la partecipazione; d) inizio o termine del ritiro; e) comportamento che indica il ricorso al doping; f) improvviso e considerevole miglioramento della prestazione; g) reiterazione delle mancate informazioni sul luogo di permanenza dell'atleta; h) informazioni sul luogo di permanenza dell'atleta che possano rivelare un potenziale aumento del rischio di doping, incluso il trasferimento verso una località remota; i) storia della prestazione sportiva dell'atleta; j) età dell'atleta, ad esempio dati relativi alla prossimità del ritiro o il passaggio dalla categoria junior a quella senior; k) dati relativi ai precedenti Controlli antidoping dell'atleta; l) reintegrazione dell'atleta dopo un periodo di squalifica; m) incentivi finanziari per i miglioramenti delle prestazioni, come premi in denaro o sponsorizzazioni; n) relazione dell'atleta con terzi, come l'allenatore o il medico che sono stati precedentemente coinvolti in casi di doping; o) informazioni attendibili da terzi.

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