Tuttobici - A ruote gonfie verso il gran finale

Eurosport - gio, 23 apr 19:30:00 2009

Il settimanale approfondimento di ciclismo affidato alla redazione della rivista TuttoBici si sofferma sulla splendida impresa di Rebellin alla Freccia Vallone, e sulle prospettive dell'Italia in vista della più ambita delle classiche, la Liegi-Bastogne-Liegi

CYCLING 2009 Fleche Wallonne Davide Rebellin - 0

Pronti per il gran finale. Pronti per dare l¹assalto alla "Doyenne", alla più anziana e probabilmente alla più ambita e giusta delle corse. Ambita perché la Liegi è certamente uno dei pezzi più pregiati dell¹argenteria di casa, e la più giusta perché è talmente dura, talmente selettiva, che difficilmente finisce a un corridore qualsiasi.

Il ciclismo italiano arriva alla Liegi con le gomme gonfie e il morale sollevato dopo la vittoria di Davide Rebellin alla Freccia. Una prova d¹orgoglio, a conferma che il veneto con residenza monegasca non è né un eterno secondo ("ha più secondi di un orologio", ebbe a dire il mitico Marzio Bruseghin, ndr) né tantomeno uno da riporre in soffitta. Sta bene, ama il proprio mestiere e, cosa non del tutto trascurabile, vince con assoluta regolarità ed entusiasmo (quest'anno già tre vittorie, 53 in carriera).

Stesso discorso vale per tutto il nostro movimento, che dopo il secondo posto di Pozzato alla Roubaix (quinto anche al Fiandre), e il quinto all¹Amstel di Cunego (terzo alla Freccia), non è certamente da buttare via.

Stiamo benino, non benissimo, ma ci siamo. Ci manca Paolo Bettini (uno come lui non è facile da sostituire), e ci manca anche Alessandro Ballan. Ci hanno lasciato a casa (per altro ingiustamente) sia Danilo Di Luca, che Alessandro Petacchi. Il primo nelle corse delle Ardenne avrebbe certamente ben figurato, mentre il velocista spezzino avrebbe fatto molto comodo alla Gand Wevelgem.

In ogni caso dobbiamo fare di necessità virtù, in particolare con le virtù di corridori forti e determinanti come Cunego, Rebellin, Scarponi (anche lui va molto forte: domenica sarà là a giocarsela) e Ginanni, mentre domenica rientrerà anche Ivan Basso: qualcosa di buono possiamo certamente sperare di combinare.

Come in tutte le cose occorrerà avere anche un pizzico di fortuna, anche se la Liegi, con le sue cotes, semplificherà e di molto le strategie di corsa.

Come si dice in questi casi: la strada è tracciata, basta seguirla. E avere buone gambe. Il ciclismo italiano forse non ha il mattatore, il punto di riferimento, ma a ben guardare, non ce l¹ha nessuno. Quindi partiamo tutti alla pari; quindi possiamo sperare, senza disperare.

Nota a margine: se per qualsiasi motivo la Liegi dovesse finire a un corridore di una squadra Professional (come la Diquigiovanni Androni), che non si cominci a dire che certi team non rispondono alle stesse regole di quelli Pro Tour. Al «Passaporto biologico» aderiscono anche Diquigiovanni e via elencando (altrimenti non sarebbero invitate a queste corse) e se poi in questi tre anni hanno accettato di correre con «Valv-Piti» Valverde, potranno ben sopportare anche una scoppola da dei team che hanno budget di gran lunga inferiori ai loro. Rebellin era lì, Savio non se l¹è fatto sfuggire. Gli altri dov¹erano?

Pier Augusto Stagi / Tutto Bici

Commenti 1 - 3 di 3

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  1. Forza Cunego e Rebellin... Ve la giocate la Liegi....

    Da bieus88, il ven 24 apr 13:05
  2. FORZA AZZURRI!!!!!!!!!!!!!!!

    Da galante.davide, il gio 23 apr 19:13
  3. un film di Bruno liegi bastogne liegi...

    Da fedrunner, il gio 23 apr 17:48
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