Eurosport - ven, 23 mag 23:46:00 2008
Secondo gli esperti d'oltreoceano New York (con Mike D'Antoni) e Milwaukee potrebbero essere le mete più adatte per accogliere Gallinari: ma, con Milano qualificata per l'Eurolega, Danilo potrebbe anche rimandare il salto oltre l'Atlantico
Abbiamo fatto un giro sondando le voci statunitensi più competenti in fatto di draft: due giorni fa la lotteria ha porto su un piatto d'argento la prima scelta a Chicago (un vero e proprio furto considerando il fatto che i Bulls avevano soltanto l'1.7% di possibilità di essere estratti con il numero 1), seguita da Miami e Minnesota, mentre New York, che ha recentemente messo sotto contratto Mike D'Antoni nell'ennesima grande manovra di mercato per rilanciarsi verso i vertici della NBA che ormai mancano da tanti, troppi anni, sceglierà con la sesta chiamata.
Michael Beasley, ala di Kansas State, e Derrick Rose, playmaker di Memphis University, sembrano non avere rivali: prime scelte, dunque già scritte, con il primo che potrebbe finire a Chicago e il secondo a Miami dove, con Wade e Marion (se quest'ultimo sarà riconfermato) potrebbe formare un terzetto di tutto rispetto per cancellare la terribile annata che ha colpito la franchigia della Florida.
Lopez, Bayless e Mayo sembrano ben accreditati per finire fra la terza e la quinta scelta (interessando quindi Minnesota, Seattle e Memphis, tutte squadre impegnate in un serio processo di ricostruzione), mentre, alla numero 6, compare, secondo diverse voci tra cui anche Espn, il nome di Danilo Gallinari. Sarebbe tutto perfetto, come nel più classico dei copioni hollywoodiani: il Gallo finirebbe nella Grande Mela, una destinazione che ha sempre detto di gradire molto, allevato da Mike D'Antoni, uno che conosce l'Italia e Milano alla perfezione e che, per dodici anni (fra il 1977 e il 1990), ha giocato (e vinto) nell'Olimpia insieme al papà, Vittorio Gallinari, oggi agente del figlio.
Vittorio, o meglio, "Victorio", come lo chiamano negli States, è già entrato in contatto con Arn Tellem, l'agente che controlla la crema del basket professionistico statunitense, gestendo 34 giocatori, fra cui 6 All-Star. Qualche nome? Jermaine O'Neal, McGrady, Jamison, Wallace, Gasol, Joe Johnson, Ford, fino ad arrivare alle promesse Aldridge e Roy. Se anche Gallinari venisse inserito in questa lista finirebbe certamente in buonissime mani, gestito, fra l'altro, da un agente che apprezza ampiamente il gioco europeo, e che potrebbe anche convincere una franchigia NBA a scegliere il Gallo e lasciarlo poi maturare uno-due anni ancora in Europa.
Uno scenario possibile, considerando il fatto che Danilo, dopo la vittoria di Milano nella serie contro Montegranaro che è valsa la qualificazione alla prossima Eurolega, ha affermato che potrebbe rinunciare al grande salto in estate per disputare un'altra annata ad alto livello con l'Olimpia.
E se non fosse New York? Per gli esperti statunitensi per il Gallo si potrebbero aprire anche le porte di Milwaukee, che chiama con la #8: i Bucks, che hanno buttato al vento un'altra stagione con un record negativo di 26-56, hanno assoluta necessità di un terminale offensivo da affiancare a Michael Redd. Senza contare che, nell'armadio, tengono ancora lo scheletro nell'armadio di Yi Jianlian, sesta scelta nello scorso draft: è superfluo dire che il cinese, in questa stagione, non ha particolarmente entusiasmato l'entourage della franchigia del Wisconsin.