Tour de France - Evans "Fino a Parigi non ci credo"
Tutte le dichiarazioni a caldo dopo la 20esima tappa del Tour. L'australiano, in maglia gialla, aspetta Parigi prima di festeggiare, ma intanto si lascia andare a una dedica per il suo preparatore, mancato da poco
Ecco le dichiarazioni a caldo dei protagonisti del Tour de France dopo la 20esima tappa, la cronometro di Grenoble, vinta da tony Martin, ma che ha consacrato Cadel Evans come vincitore di questa edizione della Grande Boucle.
EVANS DEDICA IL SUCCESSO A SASSI - "Ci crederò solo quando arriverò a Parigi". Cadel Evans ancora non ci crede e ha già la prima dedica, alla memoria di Aldo Sassi, il direttore generale del Centro Mapei Sport di Castellanza, stroncato da un male incurabile lo scorso dicembre e preparatore di Evans come di Ivan Basso. "Sassi mi disse che ero un grande corridore e che potevo vincere il Tour - le parole commosse dell'ex iridato in maglia gialla - Questo successo è per lui, ha sempre creduto in me sin dall'ottobre del 2001 e mi ha accompagnato negli ultimi dieci anni". "Avevo tanta voglia - ha aggiunto poi Evans - e ho provato a vincere Tour e tappa. In questi momenti si trova una spinta in più, normalmente mi sarei sentito già vuoto. Nel 2007 e 2008 (quando arrivò secondo, ndr) ebbi sfortuna e tante difficoltà, ancora non me ne rendo conto...".
CUNEGO ACQUISTA FIDUCIA - "Era difficile con tanto vento contro e quelle due salite nel mezzo che non mi hanno permesso di trovare ritmo. Sono andato benino negli ultimo 10-15 chilometri, quelli più regolari: sapevo che sarebbe stato difficile, ho superato anche questa. Torno a casa felice, con la consapevolezza di poter stare con i migliori. Sono andato molto bene in salita, la crono è il mio punto debole ma ho fatto un bel Tour, grazie anche ad una squadra forte, che mi ha supportato".
CONTADOR E IL BILANCIO FINALE - "Ero venuto per vincere il Tour ma anche se non ci sono riuscito credo di aver fatto il massimo. Torno a casa soddisfatto e contento per il bilancio della mia stagione. Nonostante tutto ho deciso di continuare, sapendo che rischiavo di non vincere, purtroppo in alcuni momenti le gambe sono mancate. I momenti difficili, comunque, mi serviranno per assaporare meglio quelli belli. Ieri ho compiuto un grande sforzo, ho accusato la fatica e anche se non ho vinto mi restano i messaggi di 'grazie' sul cellulare. L'affetto che mi è stato mostrato vale più di qualsiasi altro Tour nel mio palmares. Evans? Se lo merita perché ha fatto una gran corsa e ha dimostrato di essere molto forte, per cui è il giusto vincitore".




Commenti 1 - 2 di 2
Bravissimi Contador e Eavans............preferisco il primo perchè da di gran lunga più emozioni. Per quanto riguarda Basso e Cunego sono di qualche gradino più in basso e non vinceranno mai una corsa a tappe fiinchè saranno presenti i primi quattro della classifica generale del tour.
E bravo...anche tu...come Landis
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