Eurosport - mar, 24 mar 13:23:00 2009
Non ci sono solo le prestazioni disastrose: l'Italia di Nick Mallett è stata incredibilmente deludente anche nei numeri, e le statistiche di fine Sei Nazioni sono lì a dimostrarlo
L'involuzione subito dalla nazionale azzurra è sotto gli occhi di tuttie le motivazioni sono molteplici e di varia natura: a partire dalla prima gara di Twickenham, con la scellerata scelta di Nick Mallett di sperimentare Mauro Bergamasco nel ruolo di mediano di mischia. Ma non solo: a complicare il lavoro del ct anglo-sudafricano hanno influito anche un numero cospicuo di infortuni (Ghiraldini, Bortolami, e gli altri) e squalifiche (Masi).
Le nuove regole non hanno certo agevolato la vita al team italiano: i nuovi accorgimenti regolamentari hanno depotenziato e di molto gli avanzamenti della mischia palla in mano, vero fiore all'occhiello dela formazione azzurra negli ultimi anni.
La mancanza di personalità e di grinta messa in evidenza da molti dei giocatori più rappresentativi potrebbe essere un altro dei motivi della debacle. Ma come analizzare meglio la crisi se non con i numeri? E allora andiamo a spulciare le varie statistiche di fine Sei Nazioni, il più disastroso della storia recente del rugby nostrano.
Cinque ko, solo 49 punti segnati e 170 subiti da una squadra che ha dato segnali positivi solo nella sconfitta per 20-15 incassata contro il Galles. Per la quarta volta in 10 anni, l'Italrugby termina l'avventura con lo 'zero' nella casella delle vittorie, un record negativo che vale il Whitewash e il conseguente 'cucchiaio di legno' (per l'ultima posizione finale).
Ma non basta: la Nazionale azzurra accusa il peggiore bilancio di sempre in fatto di mete: due fatte (Mirco Bergamasco e Sergio Parisse) e 21 subite, un 'deficit' di meno 19 rispetto al meno 7 dell'anno scorso, che costituiva invece il record positivo. Al confronto, la prestazione del 2008 con sei mete all'attivo e 13 al passivo sembra lontani anni luce.
L'Italia poi ha fatto registrare il maggior numero di placcaggi sbagliati, la peggior percentuale di placcaggi riusciti, il minor numero di offloads effettuati, la minore percentuale di passaggi completati e (con la Scozia) di break effettuati. E non è tutto: la touche, uno dei punti di riferimento tra i fondamentali azzurri, è stata la peggiore di tutte le squadre del Sei Nazioni; solo otto le maul conquistate, pochissimi i palloni giocati dai nostri negli ultimi 22 metri avversari. Numeri che fanno accapponare la pelle.
Due note positive arrivano dalle cifre individuali: Alessandro Zanni (52) e Mauro Bergamasco (51) sono risultati essere tra i primi cinque placcatori del Torneo, anche se Mirco Bergamasco e Matteo Pratichetti, con 6 placcaggi mancati sono tra i peggiori di tutti. Capitan Sergio Parisse, oltre ad aver siglato la meta della bandiera contro la Francia, è stato con 58 possessi il miglior 'ball-carrier' dell Sei Nazioni 2009. Cifre che gli sono valse il posto di miglior numero 8 del torneo. Come detto, solo una magra consolazione.
Commenti 1 - 11 di 11
la scuadra ha forza, grinta. ma si puo dire che li manca aria!!! gia che dopo 10 minuti non sono in grado di correre, o pensare! ragazzi!!! dovette esere in grado di fare ina maratona ad ogni patita!
Ciao a tutti. Per ANDREA B. : la partecipazione dell'Italia l torneo non va messa in discussione. Siamo membri del VI Nations e ce lo siamo meritato con dedizione, sacrificio e qualche vittoria. Ciò significa che ci possiamo stare a tutti gli effetti. Scarsa popolarità dello sport? Completamente fuori strada, ti invito a guardare i numeri iscritti in federazione e capire una volta documentato. Il nostro è il movimento sportivo che più è cresciuto negl'ultimi dieci anni. Concordo con Andrea ed Emanuele: il nostro livello soffre tanto sin dalla "base" (se cosi si può chiamare) del super 10/top 14: ho vissuto 5 anni nel regno unito e vi assicuro che il livello è ancora molto basso anche in queste divisioni. E' indubbio che si son fatti passi indietro: Non abbiamo reagito con efficacia alle nuove regole che hanno penalizzato i ns punti forti (ma allo stesso modo gli altri erano penalizzati...avete visto le maul degli inglesi..?) e qui c'è di mezzo l'allenatore. Ho aspettato la fine del torneo per esprimermi: ho difeso Mallett all'inizio...ora faccio più fatica. Ma metto di mezzo anche la federazione e il sig. Dondi che non riesce a fare da paciere alle lotte intestine tra club che penalizzano solo i ns giocatori alla fine. Forse è giunto il momento di cambiare a livello federale con una nuova generazione di dirigenti. Non mi è piaciuto il modo con cui ha affrontato le sconfitte di questi 2 mesi...vantarsi della candidatura per i mondiali del 2015 è poco se poi non si svolgeranno in Italia..In ultimo il futuro: Tirrenia che ha portato un mio compagno di squadra in nazionale under 20..hanno perso con l'irlanda a piacenza combattendo sino all'ultimo e ho visto elementi di forte interesse. E' ora che venga fatta un'accademia anche al sud per tirare fuori talenti. Il nostro sport, per i valori che porta, ha un forte impatto sociale. Speriamo anche nella coppa celtica che ci farà solo bene. Ultima cosa: basta affrontare il rugby con visione calcistica, inutile,siamo rugbisti
Bravo Gianmarco, concordo in pieno, solo consiglierei non solo ai "tifosi" (che brutta parola!) di guardare le partite degli altri campionati e tornei ma anche ai giocatori stessi della nazionale. Sono convinto che guardando e riguardando giocare i fuoriclasse va a finire che si impara qualcosa. Come tenere la palla, come placcare, come fare un fallo senza essere puniti e quali falli è meglio evitare, un'infinità di cose.Sono pronto a scommettere che con le telecronache di Sky, ora reclamizzate come non mai, andrà a finire che ci guadagnerà tutto il movimento nazionale. Concordo pienamente anche con la frase finale, è proprio vero, se il nostro livello è più o meno questo, sinceramente non capisco cosa ci sia di male, non mi direte che i ragazzi non si sono impegnati, e allora?
x mytee: in pratica Samoa ci ha soffiato l'undicesima piazza se non sbaglio! in effetti hai ragione tra un pò ci supera la Georgia!che comunque dovrebbe essere nettamente inferiore a noi , ma date le ultime prestazioni chissà ? mi piacerebbe che si affrontassero ste due nazionali!
X arrivare all'alto livello ci vogliono anni e pazienza e supporto del basso livello nonchè partite probanti con le squadre piu' forti quindi è impensabile uscire dal 6 nazioni, consiglierei ai veri tifosi di non guardare solo le partite della nazionale ma anche super10, top14, celtic campionato inglese etc cosi' si potrà capire che il rugby è bello un pò a tutti i livelli e bisogna anche imparare ad acettare che l'italia x ora non può esprimersi meglio e per vincere il 6 nazioni la francia ci ha messo una marea di anni quindi non capisco xchè noi dovremmo essere meglio e xchè ce ne dobbiamo vergognare!!
Avevo entusiasmo,tanto,fino ad un paio di anni fa(Berbizier),avendo seguito gli azzurri dai tempi di Roy Bish(tanti anni).Ora,francamente,sono avvilita,delusa,ed anche un po' stufa di illudermi per nulla.Il punto,a mio vedere,non e' necessariamente vincere le partite c
Avevo entusiasmo,tanto,fino ad un paio di anni fa(Berbizier),avendo seguito gli azzurri dai tempi di Roy Bish(tanti anni).Ora,francamente,sono avvilita,delusa,ed anche un po' stufa di illudermi per nulla.Il punto,a mio vedere,non e' necessariamente vincere le partite c
Zazza hai ragione, è confrontandosi con i più bravi che si migliora. Peccato che la nostra nazionale sia in parte limitatissima espressione del nostro rugby, è una squadra drogata da oriundi ed equiparati. Vedi che mediana avevamo sabato Griffen (NZ) McLean (AU). Lo stesso Parisse è rugbisticamente argentino. O si comincia a fare una politica di crescita del rugby nazionale o non ha senso una rappresentativa italiana nel 6 nazioni.
By the way, tra un po' ci passa anche la Georgia nel ranking.
2(2) SOUTH AFRICA 89.45
3(3) AUSTRALIA 85.86
4(4) IRELAND 83.27
5( 6) ARGENTINA 81.56
6(7) ENGLAND 80.96
7(5) WALES 80.59
8(8) FRANCE 79.94
9(10) FIJI 75.24
10(9) SCOTLAND 75.23
11(11) SAMOA 72.57
12(12) ITALY 71.23
1 3(14) GEORGIA 70.39
14(13) TONGA 70.05
15(15) CANADA 69.12
16(16) JAPAN 68.05
17( 17) RUSSIA 66.18
18(18) ROMANIA 64.26
19(19) USA 63.55
20(20) URUGUAY 62.78
21(21) PORTUGAL 62.16
marachi2000: concordo in parte, ovvero i continui cambiamenti non consentono una programmazione degna. piuttosto individuerei un tecnico che realizzi un gioco adatto agli italiani ed al parco giocatori che abbiamo. non per niente il gioco più europeo di berbizier ha giovato alla nazionale. per quanto riguarda i giovani, non so, io sono un po' profano di questo sport, ma mi pare abbastanza chiaro che il movimento in generale rimane ancora abbastanza atrofizzato.
andrea b: non mi trovi d'accordo. è giocando con i migliori - e subendo anche cocenti delusioni - che si migliora. vincendo 100 a 1 contro zanzibar non puoi certo migliorare, tantomento guadagnare considerazione agli occhi di chi il rugby lo gioca veramente e cince.
chiuderei con una considerazione che spero induca ottimismo: i francesi che ci hanno appena demolito, hanno vinto il loro primo sei nazioni 47 anni dopo la prima partecipazione, pur con due guerre mondiali in mezzo. inoltre nel 1931 vennero estromessi dal torneo per professionismo. e se pensiamo all'anno in cui accadde, viene da sorridere pensando che già allora il movimento nazionale aveva ben altra forza in proporzione rispetto al nostro odierno. per rendere l'idea con un paragone in uno sport dove sono più ferrato, il primo giocatore di calcio ad essere pagato fu rosetta alla juve nel 1923. diamo quindi tempo al tempo.
Perchè umilmente non chiediamo di uscire dal 6 Nazioni per risparmiare queste mega figuracce che sicuramente affosseranno la già scarsa popolarità del rugby nel nostro paese ?
ma la federazione non sta forse sbagliando cambiando continuamente guida tecnica? e tra le altre cose mi sembra che non stia emergendo nessun giovane interessante che sappia imporsi all'attenzione internazionale. Insomma i nomi che si sono fatti negli articoli sono gli stessi giocatori che ci hanno permesso di entrare a far parte dell'elite ma dietro questa generazione mi sembra che stiamo segnando il passo
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