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Euro 2012: “Sono indietro, ma ce la faranno”

Gio 24 Apr, 10:30 AM


E’ passato un anno dalla clamorosa assegnazione degli Europei del 2012 a Polonia e Ucraina. Clamorosa anche e soprattutto per l’Italia, data per strafavorita per la successione all’edizione che sara` organizzata il prossimo giugno da Austria e Svizzera, e vistasi invece beffare all’ultimo momento dalle due grandi nazioni dell’Est europeo.

Il ‘fantasma’ di una marcia indietro da parte dell’Uefa continua comunque ad aleggiare ogni volta che dal lontano Est arrivano notizie di ritardi nella procedura e nella messa in opera dei lavori. Tutto vero? O siamo noi italiani che ci illudiamo di un dietrofront (magari con tante scuse) che suonerebbe come una rivincita, dopo lo smacco della scorsa settimana?

Non e` cosi` secondo Zbigniew Boniek. Raggiunto al telefono da Datasport , uno dei migliori giocatori della storia polacca liquida in fretta la questione: “Niente Europei alla Polonia e all’Ucraina nel 2012? E’ una sciocchezza. E poi e` troppo presto per trarre conclusioni adesso. Caso mai sara` tra un anno che bisognera` farne, ma non credo proprio che si possa verificare un’eventualita` del genere” .

Eppure le notizie ‘negative’, soprattutto per quanto riguarda il lato polacco dell’organizzazione, arrivano davvero. Come quella relativa a un dossier che sarebbe dovuto restare segreto, che secondo alcuni giornali polacchi denuncerebbe “un altissimo rischio di ritardi” nella costruzione degli impianti di Gdansk e dello stadio nazionale di Varsavia, oltre a problemi di varia natura anche sugli impianti di Poznan, Wroclaw e Cracovia.

Non e` dello stesso parere, neanche per quanto riguarda il contenuto del dossier, il comitato organizzatore. Katarzyna Meller, capo ufficio stampa del Comitato Organizzatore di Euro 2012, smentisce cosi`: “Quasi tutti i lavori per ora stanno rispettando i tempi. Abbiamo ricevuto un ottimo rapporto dall’Uefa. I prossimi obiettivi del comitato saranno focalizzati semplicemente sull’organizzazione dei campionati, mentre il logo dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno. Non c’e` alcun motivo di pensare a un cambio della nazione organizzatrice” .

Eppure il presidente dell`Uefa Michel Platini ha indirizzato almeno un paio di altola` a Varsavia e Kiev nei mesi scorsi: “Euro 2012 avra` luogo, ma signori miei, e` bene che vi muoviate! – ha detto in febbraio in occasione di una visita di ‘controllo’ - Abbiamo cercato di svegliarli, adesso vediamo cosa succede entro giugno” .

La questione non e` solo quella della costruzione di nuovi stadi, ma riguarda la realizzazione delle temutissime ‘infrastrutture’. Cioe` tutto quell’apparato relativo a ricezione e trasporti che e` in gran parte ancora quello ereditato dall’era comunista. E’ evidente che aeroporti, autostrade e ferrovie sono quantomeno da ammodernare.

E’ anche per questo che nelle scorse settimane i presidenti polacco e ucraino, Lech Kaczynski e Vyktor Yutschenko, hanno firmato un accordo di cooperazione finalizzato proprio alla scadenza europea del 2012. Per aiutare la Polonia, ad esempio, nella costruzione di quei 1100 chilometri di autostrade annunciata lo scorso anno, ma della quale ne sono stati realizzati solo 35 fino ad aprile.

La sensazione e` tuttavia quella di una macchina lenta nel mettersi in moto, ma in grado di rispettare i tempi. E’ quanto traspare dalle parole di Giorgio Abondio, procuratore di Dayo Oshadogan e Stefano Napoleoni. Due che la Polonia la conoscono bene, dato che in questa stanno giocando nel Widzew Lodz. Abondio, che li va spesso a trovare, ha la sensazione di un paese che noi vediamo in maniera un po’ troppo stereotipata: “Lodz e` una citta` molto piu` allegra e viva di quanto non si possa pensare ed e` anche piena di ristoranti italiani. E’ vero che due mesi fa non avevano cominciato nulla, ma stavano aspettando le elezioni. Le strade e gli stadi sono tutti da fare, i soldi sono stati stanziati, ma bisognava ancora approvare i progetti” . Da dove arriva tutta questa fiducia allora? “Il fatto e` che questi quando partono non si fermano. Puo` essere eccome che ce la facciano: ho visto cambiare interamente un manto erboso in cinque giorni, lavoravano giorno e notte. Sono come i tedeschi” .

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