Situazione ingarbugliata nel gruppo C dove il Real Madrid pur soffrendo si stacca in vetta, lasciando alle sue spalle la bagarre. Il Werder risorge battendo la Lazio e tornando in corsa per il secondo posto.
Werder Brema-Lazio 2-1
Troppo Werder per questa Lazio. Nella serata del Weserstadion la squadra di Delio Rossi arriva con i cerotti. Assenze pesanti e giocatori acciaccati impongono di usare solo l''orgoglio e l''impianto di gioco per opporsi a un Werder Brema scalpitante e determinato a restare in Champions League. Zauri viene reinventato centrale, con l''acerbo Kolarov sulla sinistra. Centrocampo di rottura e protezione a un azzardato Meghni, che di fatto non incide e non innesca mai Rocchi e Pandev. I padroni di casa stentano a entrare in partita e l''impatto con il match della Lazio lascia ben sperare. Sensazioni che evaporano a cavallo della mezzora, quando il Werder, ispirato da un Diego incontenibile, da'' una sterzata alla gara. Il gol di Sanogo e'' la logica conseguenza della pressione teutonica. La ripresa non vede la reazione di una Lazio timorosa, anzi e'' la squadra di Schaefer a trovare il raddoppio con Almeida, che finalizza una ripartenza ispirata dall''errore di Kolarov. I meriti dei biancocelesti iniziano qui: nonostante un organico inadeguato (Pandev e Rocchi lasciano il posto a Tare e Makinwa, Meghni a Del Nero...), la partita resta sempre viva, soprattutto nel finale dopo il rabbioso gol della bandiera di Manfredini. La qualificazione per la Lazio passa dall''Olimpico.
Real Madrid-Olympiakos 4-2
Alla fine il Santiago Bernabeu festeggia, ma a meta'' ripresa, quando il 4-2 finale sembrava un miraggio, i tifosi del Real Madrid avevano tutto un altro stato d''animo. La squadra di Schuster vince, ma e'' lontana anni luce dal convincere. A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, i primati in Liga e in Champions dovrebbero lasciar ben sperare. Ma a guardare la prestazione delle merengues contro i greci, qualche dubbio viene. Non basta il gol lampo di Raul ad indirizzare il match. La maledizione di Galletti e'' dietro l''angolo: l''argentino si presenta puntuale al tete a tete con la cabala e fredda Casillas. L''espulsione di Torosidis sembra di nuovo spianare la strada al Real che pero'' proprio in superiorita'' numerica si perde. L''Olympiakos e'' squadra esperta e speculativa. La zampata dell''ex Julio Cesar la punizione alla disorganizzazione dei padroni di casa. Poi pero'' salgono alla ribalta i singoli. Robinho inizia a danzare come fosse in una balera di Rio. Prima pareggia di testa, poi soprassiede sul rigore sparato alle stelle da Van Nistelrooy, quindi decide il match con una puntata da futsal. Al resto ci pensa san Casillas: il numero uno blanco si oppone da campione ai colpi di reni di Nunez e Kovacevic e salva il risultato. Di Balboa il sigillo a un rocambolesco successo.
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