Youth Zone - Snowpark, resoconto della situazione attuale

Eurosport - mer, 24 ott 10:50:00 2007

YOZ Snowpark - 0

Consce di questa situazione, la maggior parte di esse tenta di attirarci mettendo in valore le loro infrastrutture: snowpark, pipe e boardercross. Ma si può contare sempre sulla qualità?

Qualunque siano i loro rispettivi obiettivi, le stazioni non possono più trascurare la clientela di snowboarder e di sciatori freestyle. Per questo motivo la maggior parte di esse propone uno snowpark, ma paradossalmente quando si chiede il parere dei rider (che siano amatori o pro), sono tutti unanimi nel dire che la qualità dei moduli è molto spesso inferiore alle loro aspettative. Ma per cominciare, cos'è un buon snowpark?

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, la qualità di un park non si riflette necessariamente nel gigantismo dei suoi moduli. Per fortuna d'altronde, altrimenti solamente le stazioni più ricche avrebbero i mezzi per attirarci. Un buon park, è innanzitutto costituito da moduli ben costruiti e ben proporzionati. Difficile immaginare un flat lungo venti metri e un kicker alto solo un metro (OK, è vero, stiamo un po' esagerando, ma ci sono troppo spesso sorprese in questo campo). Lo stesso vale per i landing, spesso troppo piani o semplicemente troppo corti rispetto ai kicker costruiti. Generalmente i bravi rider sanno valutare con un solo colpo d'occhio se la geometria di un flat è corretta e rinunciare in caso contrario. Purtroppo sono i meno esperti che ci rimettono la maggior parte delle volte.

In seguito, un buon park è anche e soprattutto una zona ben tenuta. Uno snowpark non è uno skatepark. La neve è un elemento effimero. Un fatto evidente per molti, ma a quanto pare non per tutti. Uno spot deve la sua qualità alla costanza con cui si ricostruiscono i suoi kicker. Nei migliori park la manutenzione viene eseguita quotidianamente ed è il con il passare del tempo che si può valutare uno spot. Quanti di noi sono stati attratti dalla maestosità di uno slopestyle il giorno prefissato dell'evento e quanti rimangono disillusi quando, un mese dopo, ritrovano gli stessi moduli in decomposizione&hellip

Certi paesi sono un po' meglio di altri. In Svizzera ad esempio i park sono numerosi e tenuti meglio. La Svizzera s'impegna molto anche nella costruzione e nella manutenzione dei suoi half-pipe. Stazioni come Laax o Saas Fee possiedono in permanenza uno o addirittura due mezzi tubi perfettamente shapati. Non è sicuramente un caso se moltissimi snowboarder svizzeri sono così forti in Coppa del mondo.

Diversi competitori francesi partono regolarmente ad allenarsi in Svizzera. Doriane Vidal, che sa di cosa parla, (triplice campionessa del mondo di pipe) ci spiega: "Da noi in Francia i park sono nella maggior parte dei casi tenuti male se non addirittura pericolosi. Questa situazione è estremamente sfavorevole nella carriera dei pro rider francesi. Siamo costretti a trovare finanziamenti per partire ad allenarci all'estero. Se avessimo infrastrutture migliori in Francia, le cose sarebbero più semplici e potremmo essere su un piede d'uguaglianza con i con i competitori americani."

Gli americani&hellip

Se la Svizzera è in vantaggio rispetto ai suoi vicini europei, siamo tutti d'accordo nel dire che in questo campo, l'Europa è ben lungi dall'avere la qualità degli Stati Uniti.

Doriane: "Negli USA una stazione ha due e talvolta anche tre park, linee complete di moduli per diversi livelli di ride (park per principianti, intermedi, pro ...). Ci sono intere zone di rail lontani dai kicker. La manutenzione dei park è eccezionale, sono più sicuri e permettono veramente di fare progressi."

Ancora una volta l'America ci ha distanziati. Gli snowboarder sono presi sul serio, esattamente come da noi gli sciatori di sci alpino. In Europa invece non è sempre così. Le stazioni americane impiegano gli stessi mezzi e la stessa energia nella costruzione di un pipe che per la costruzione di uno stadio da slalom. Il risultato sono spot perfetti e kicker precisi. Neanche questo è un caso se gli americani sono "intoccabili" nei grandi eventi come le Olimpiadi.

Un esempio da citare è la stazione californiana di Snow Summit. Summit&hellip una collina di alcune centinaia di metri di altitudine, sulla quale sono state tracciate una decina di piste nel mezzo degli alberi. E in questa piccolissima stazione, non ce n'è uno solo, ma almeno una mezza dozzina di park. Come le stazioni alpine propongono le piste verdi, blu, rosse o nere, Snow Summit propone varie zone con livelli tecnici diversi. La stazione si fa in quattro per il benessere dei suoi clienti snowboarder e freestyle.

E allora perché da noi la situazione è diversa? Non di certo perché siamo meno ricchi. Abbiamo la neve, abbiamo le stesse macchine, ma forse non la stessa volontà. Moltissimi shaper possono attestare che ben poche sono le società di gestione che danno la stessa importanza alla manutenzione del loro park rispetto a quella dei loro stadi da slalom. Per molti decisori, lo snowboard rimane sempre lo sport dei giovani, e quindi non viene preso davvero sul serio&hellip

Ma tutti questi giovani comprano anche loro gli skipass e hanno voglie ed esigenze diverse da quelle delle generazioni precedenti. Speriamo che i nostri decisori alpini comincino a tenere conto delle loro lamentele. Sarà una tappa imprescindibile per l'evoluzione dello snowboard e dello sci freestyle.

Eurosport

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