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A rischio la legge sugli stadi Euro 2016, meglio rinunciare?

sab, 24 ott 13:25:00 2009

La nuova legge sugli stadi è passata al Senato con voto bipartisan (d'altronde la stessa legge è bipartisan, Butti-Rognoni): ma adesso ecco che stanno nascendo problemi enormi, e chissà se risolvibili, alla Camera. Presto il testo dovrebbe finire alla VII Commissione cultura, scienza e istruzione: la presiede l'onorevole Valentina Aprea (Pdl), ne fanno parte anche Claudio Barbaro, che di sport ne capisce, Gabriella Carlucci, Luciano Ciocchetti, Manuela Di Centa (membro Coni e Cio), Giovanni Lolli (ex sottosegretario, fra i firmatari della legge), Andrea Sarubbi (Pd, esperto di calcio in quanto tifoso juventino...). Ma cresce l'elenco dei politici che sono contrari, o quantomeno perplessi: l'ex ministro Giovanna Melandi (Pd), la senatrice Brugnano (Idv), l'on. Ciocchetti (Udc), l'noprevole Girogetti (Lega Nord), l'on Realacci (Pd), il senatore Della Seta (Pd), l'on. Granata (Pdl). Lo stesso ex presidente Figc, e membro Cio, Franco Carraro, ha fatto rilievi assai pesanti sul testo. In più durissima è stata Legambiente: "Questa legge non c'entra nulla con lo sport, è la più grande speculazione edilizia del dopoguerra". A Roma intanto il Ministero dei Beni Culturali ha bocciato le zone scelte da Roma e Lazio per "costruire" i nuovi stadi: una comica. Il sottosgretario, con delega allo sport, Rocco Crimi, ha tentato di spegnere subito il fuoco che vorrebbe bruciare la nuova legge sugli stadi, attesa ormai da tantissimi anni: "Il disegno di legge non deroga al regime vincolistico vigente. Non approveremo un testo che non rispetti l'ambiente e il territorio". Ma pare proprio che il cammino non sarà per niente agevole: se ci fossero modifiche sostanziali, la legge dovrebbe tornare al Senato ed è chiaro che non verrebbe mai approvata entro fine anno, come sperava Crimi. In questo caso, sarebbe un durissimo colpo alla candidatura italiana per gli Europei del 2016: prima edizione con 24 squadra, servono 9 stadi più tre riserve. Carraro, di recente, è stato lapidario: "Abbiamo tutto tranni gli stadi... E poi ci vuole l'appoggio del governo". Gli stadi non ci sono, e non è certo cosa da poco. E il governo, di questi tempi, ha altre grane per occuparsi degli Europei di calcio. Che fare? La Figc entro il 15 febbraio deve presentare il dossier: si è svegliata in ritardo e ora sta cercando di recuperare terreno. Il project manager, Michele Uva, ha fatto il giro d'Italia parlando con gli enti locali: la situazione, in alcune città, non è per niente rosea. E senza legge, senza appoggio di Berlusconi, come possiamo presentarci davanti all'Uefa? Giancarlo Abete, n.1 del calcio, è persona intelligente e di buon senso: vale la pena portare ancora avanti questa candidatura? Non si rischia la seconda figuraccia? La Francia ha l'appoggio di Sarzoky, in più gli stadi. Noi, come al solito, stiamo a litigare. Peggio, comunque, quello che sta succedendo per l'Olimpiade 2020: lì siamo alla farsa.

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