Eurosport - ven, 25 gen 18:46:00 2008
Roger Federer non giocherà una finale del Grande Slam dopo 10 partecipazioni consecutive. Anche il numero uno del mondo è stato beffato dai trabocchetti di Melbourne che hanno consacrato Novak Djokovic e hanno regalato due settimane di gloria a Jo-Wilfried Tsonga
Era dal primo successo di Rafa Nadal al Roland Garros (nel 2005 contro Puerta) che non si vedeva una finale di un torneo del Grande Slam senza Roger Federer.
Che lo svizzero prima o poi dovesse lasciar strada ad altri, in realtà, lo si sapeva, ma tutti gli appassionati erano convinti che il dominio del fuoriclasse di Basilea potesse durare ancora moltissimo tempo. Statene certi, durerà, perché la sconfitta di Melbourne contro Djokovic non è tanto la caduta di un campione quanto la conferma dell'esistenza di un rivale vero per Roger, un avversario per tutti i tornei e tutte le superfici.
Finché lo sport rimarrà umano non si potrà vincere sempre e il passaggio a vuoto di questi Australian Open servirà a Federer per concentrarsi ancor di più sulla terra rossa del Roland Garros, l'unico torneo dello Slam che manca nel suo fantastico palmares.
Adesso, però, è tempo di finali, con o senza Mister Roger e Miss Justine. In campo femminile la Sharapova è a un passo dalla rinascita, la Ivanovic a un palmo dalla consacrazione: la partita si preannuncia equilibrata e più che mai fotografata.
La partita più attesa di questi 15 giorni rimane comunque la finale maschile e il surplus d'attenzione deriva proprio dall'assenza dei due dominatori del circuito negli ultimi 3 anni. Djokovic è alla seconda finale consecutiva dopo quella raggiunta agli US Open e parte con gli ovvi favori del pronostico nel confronto che lo vedrà opposto a Jo-Wilfried Tsonga, capace di riportare la Francia a questo livello a 7 anni dalla finale di Melbourne persa da Clement contro Agassi.
Quello di domenica sarà un match combattutissimo tra due Under-23 che vanno alla ricerca del primo titolo nei tornei dello Slam. Sul futuro di Djokovic sono pronti a scommettere in molti, mentre per quanto riguarda Tsonga gli stessi esperti si interrogano rimbalzando tra un momento di forma fisica straordinaria e la rivelazione improvvisa di un grande talento. Il tempo saprà risponderci esaurientemente, ma la prima risposta arriva domenica e per la domanda seguente bisognerà attendere un altro passo falso di Re Roger, quando non si sa.
Luca Stacul / Eurosport