Eurosport - mar, 25 mar 11:37:00 2008
A due giorni dall'amichevole contro la Spagna, le convocazioni di Donadoni lasciano capire quali siano le intenzioni del CT riguardo il gruppo da portare all'Europeo
Ventuno giocatori azzurri convocati. Settantasei giorni al via dell'Europeo dell'Italia. Una sola amichevole di qui alla lista dei convocati per il torneo di Austria e Svizzera. Parte da questi numeri la certezza che Roberto Donadoni sta chiudendo, o forse ha già chiuso la sua lista di giocatori da portare a Euro 2008. "La storia non parla di grandissimi inserimenti dell'ultima ora", ha notato dal raduno di Milano il CT, lasciando nell'oblio il classico precedente del Cabrini pre Argentina.
Ma l'ossatura della sua nazionale sta tutta nel gruppo di giocatori chiamati al Meazza per preparare il test di Elche, mercoledì contro la Spagna. I due portieri certi del posto, Buffon e Amelia, infortuni permettendo; poi sette difensori, uno in meno del previsto grazie alla duttilità dei giocatori a disposizione; a centrocampo i due blocchi di Roma e Milan più Camoranesi; e poi cinque attaccanti, con Borriello in rampa di lancio. Fatte salve defezioni, che aprirebbero altre porte, restano due maglie da assegnare: quella del terzo portiere (De Sanctis favorito su Curci) e una da giostrare tra difesa e ruolo di centrocampo-attacco. Insomma, o Chiellini come jolly difensivo o uno tra Palladino, Del Piero, Cassano, Gilardino e Semioli.
"Più si va avanti e più ci si avvicina alle scelte definitive - ha ammesso riferendosi ai 21 per mercoledì Donadoni, che poi continua - ai ragazzi oggi ho detto proprio questo: nessuno si senta la casacca dell'Europeo già indosso. Allo stesso modo, tutti quelli che han fatto parte di questa Nazionale e che sono a casa devono sentirsi ancora in corsa. Lo ha detto Del Piero, con intelligenza; vale per lui e vale per gli altri".
Lo juventino non sarebbe un azzurro dell'ultima ora, ma Donadoni ha prima negato un paragone con Raul, vecchio leone escluso dalla nuova Spagna, e poi glissato alla domanda se non abbia ragione Ranieri, convinto che tra il CT e Pinturicchio ci sia un accordo segreto per ritrovarsi direttamente a maggio: "Ne ho tanti, di accordi...".
Dura anche per Cassano: "Le cinque giornate di squalifica lo hanno penalizzato, ma non mi hanno condizionato: lui sa, quando riprenderà dovrò fare le mie valutazioni", ha detto il CT, stavolta più freddo, forse convinto che ormai il barese sia un rischio non sostenibile. Sotto osservazione c'é poi Chiellini: "Sta facendo molto bene, anche sabato con l'Inter, a parte l'ingenuità sul gol di Maniche. Lui - ha spiegato Donadoni - può fare il terzino o il centrale, come anche Panucci. E questo mi consente di portare un difensore in meno. Altrimenti, il discorso è sempre lo stesso: se chiamo Chiellini chi lascio a casa, Cannavaro?".
Quanto al Materazzi in difficoltà sabato contro la Juve, il ct ha fatto un discorso diverso. "Viene da un infortunio serio, questa è la sua prima convocazione dopo lo stop: non sta andando così male, e in questo momento ritengo abbia bisogno di un aiuto". Infine il centrocampo: "I tre milanisti hanno giocato molto in questa stagione, ma ora hanno solo il campionato e questo può giovar loro. Ci sono i tre romanisti, soprattutto De Rossi, in assoluto al loro livello, e poi Aquilani, un po' dietro solo per età ed esperienza". Con il "campionato riaperto dalla vittoria Juve sull'Inter", insomma, Donadoni fa scongiuri su possibili infortuni ma sorride comunque: "Meglio se tutti restano in tensione agonistica". Anche per l'ultimo posto azzurro.