Si e` presa tutto. Il suo sorriso, quegli occhi capaci di intenerire l`acqua prima che le braccia e le gambe la imbianchino di colpo hanno conquistato l`Europa, di piu`, il mondo. Federica Pellegrini ha dimostrato di essere la campionessa, matura e completa, che il nuoto azzurro aveva intravisto fin dalle prime bracciate della sua storia in vasca. Si e` fatta donna, in tutto e per tutto. Il record mondiale dei 400 stile arriva a pochi giorni da una delusione amara come il fiele, da una squalifica ritenuta ingiusta, da un pianto dirotto raccontato dalla madre della campionessa. Uno sfogo quasi infantile, dal quale pero` e` uscita piu` forte, dando una spallata ai dubbi relativi alla sua solidita` mentale ed emotiva. Perche` Fede non e` sempre stata la leonessa capace di aggredire la piscina e la vita, di ruggire senza paura in faccia alle rivali e agli inciampi di una carriera gia` importante ma non ancora decollata del tutto.
Basta pensare a quello sguardo triste, svagato che l`ha accompagnata per qualche tempo. Si diceva che fosse l`eredita` di un amore ricacciato giu`, nascosto e non ricambiato; si pensava che fosse il peso di una rivalita` incapace di restare in acqua. Laure Manaudou, la francese bella e vincente, in piscina e nella vita. Quanto sembra lontano quel tempo con il naso in vetrina, a guardare i successi della rivale, a invidiare la sua storia con Luca Marin. Il mondo si e` capovolto: ora e` lei a strappare primati all`avversaria, adesso e` Federica a vivere il suo amore con la serenita` che Laure sembra aver smarrito. Dentro quegli occhi c`e` tutto questo, c`e` la rivincita di una ragazza che ha ritrovato la grinta dell`infanzia, c`e` la leggerezza di chi trova tutto facile, lineare. La scena di quel record dei 200 stile staccato a Melbourne nella semifinale mondiale e resistito appena un giorno, prima che la transalpina lo ritoccasse nell`ultimo atto dei campionati, e` stata cancellata dall`esultanza e dal sorriso di Eindhoven. La nuova vita di Federica, la sua personale rivoluzione.
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