Eurosport - lun, 25 mag 11:13:00 2009
Secondo appuntamento con la rubrica dedicata a tutti gli amanti dello sport all'aria aperta, a cura della redazione del sito Outdoor Passion. Questa volta andiamo alla scoperta della corsa in montagna, disciplina la cui stagione entra nel vivo proprio a maggio
Quest'anno l'inverno è stato particolarmente lungo, freddo e nevoso, ma il calendario, e il caldo esploso negli ultimi giorni, c'informano che siamo a fine maggio, periodo di passaggio per chi ama vivere la montagna a 360° e passa inverno e primavera muovendosi con gli sci da fondo o d'alpinismo e l'estate e l'autunno con la mountain bike e o le scarpe da corsa o trekking.
Nelle ultime due settimane, con il Trofeo Mezzalama e il Parravicini, sono terminate le gare di scialpinismo, che hanno visto gli atleti italiani dominare le grandi gare, i campionati Europei e la Coppa del Mondo. E maggio segna il periodo di passaggio tra lo scialpinismo e la corsa sulle montagne, suddivisa in tre specialità, skyrunning, trail running e corsa in montagna, altra specialità che vede storicamente l'Italia al top nel mondo sia nei risultati sportivi sia nell'organizzazione.
Ma che tipo di atleti sono quelli che si cimentano in questi sport?
Bisogna distinguere tra chi pratica la corsa come unico sport e compete nei cross invernali, nelle gare su strada primaverili ed in montagna in estate, e chi pratica sempre sport in montagna, dividendosi tra i mesi invernali (con scialpinismo, racchette da neve, sci di fondo, snowboard) ed i mesi estivi, con la corsa appunto.
Tipologie d'atleti abbastanza diverse, tra chi privilegia il gesto unico della corsa e chi è polivalente, passando da uno sport all'altro con ovvie problematiche legate alla tecnica, all'adattamento muscolare, all'attrezzo usato.
Per i primi le filosofie d'allenamento identificano la corsa in montagna come un potenziamento per la corsa su strada ed i cross, mentre per i secondi gli sport invernali sono un naturale potenziamento per il periodo estivo dedicato alla corsa. Salire le montagne a frequenze altissime con scarponi, sci o racchette, se non si esagera, permetterà di affrontare le salite estive con un'adeguata preparazione.
Attenzione però a non esagerare con le gare invernali, per non arrivare spremuti alla stagione estiva delle corse, si fa presto a passare dal potenziamento al sovrallenamento, con conseguente nausea da fatica e con tutti i buoni propositi di corsa sulle montagne che poi devono andare a sdraiarsi su spiaggia per consentire al fisico di recuperare.
Una decina d'anni fa il precursore di questi atleti polivalenti fu Fabio Meraldi, campione di scialpinismo e skyrunning; ora si può parlare di Arianna Follis, Antonella Confortola, Jean Pellissier o Matteo Eydallin, il vincitore dell'ultimo Trofeo Mezzalama. E' sempre più difficile essere al vertice di entrambe le specialità, ma è sempre più facile partecipare con soddisfazione a queste corse, dove la presenza della natura, il fascino dell'ambiente in cui si corre, è preponderante sul semplice risultato cronometrico.
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