Eurosport - gio, 25 giu 11:36:00 2009
È nello "slippino" che si vede il grande atleta. Questa frase, provocatoria forse, riassume il pensiero di Magnini attorno al dibattito della Fina attorno alla questione "costumi" e primati.
Costumi sì, record no. È un continuo omologare tessuti e annullare record. E mentre i primatisti si vedono togliere i "titoli", perchè, la moda del momento sembra quella di screditare un atleta e la sua bravura, e non per colpa di una positività ai test-antidoping, ma in quanto "mal-vestito" in gara, i protagonisti sbottano contro tutto questo parlare del nuoto guardando più all'"abito" che all' "atleta".
Dopo un Bernard rabbioso di fronte alla scelta della FINA di omologare il materiale del costume Jaked e marchiare come "non adatto alle gare" quello dell'X-Glide dell'Arena (costume che il velocista francese ha indossato quando ha raggiunto il record mondiale al campionato francese), a parlare adesso è il campione di casa nostra Filippo Magnini.
"In un anno e mezzo sono riusciti a rovinare il nuoto. Non posso pensare che una Federazione nazionale seria faccia scelte del genere, che fanno rabbrividire". A meno di un mese dal via dei Mondiali di nuoto di Roma, Magnini è duro contro le decisioni assunte dalla Fina in merito ai costumi di ultima generazione. L'azzurro, due volte campione del mondo dei 100 stile libero, da sempre promuove di ritornare all'antico, abolendo i body hi-tech.
"La scelta della Fina è sbagliata - ha proseguito Magnini - ma noi atleti abbiamo un grosso potere, possiamo scegliere alla fine quale costume usare. Sarebbe giusto tornare allo slippino, perché lì si vede il grande atleta". "Sarei pronto a proporre - ha sottolineato - una finale dei 100 stile tutti con lo slip, ma è una cosa che non avverrà mai perché molti sono favorevoli alla tecnologia"
Il successo dei body hi-tech, comparsi per la prima volta nelle competizioni degli anni '90, è giustificato dagli oggettivi benefici che l'utilizzo di questi costumi danno all'atleta. I vantaggi sono dovuti al miglioramento del galleggiamento in acqua, al minor attrito che il costume ha con l'acqua rispetto alla pelle, e alla maggiore irrorazione sanguigna dei muscoli quando su di essi preme un costume molto attillato. Tutti questi fattori contribuiscono a migliorare la prestazione dell'atleta. E su questo "migliorare" continuano a parlare e parlare. Peccato pensare che di questo sport, in Italia, riescano a parlare tanto, solo per questo.
Commenti 1 - 6 di 6
x alberto & monica : ma che dici ? ma sai di cosa parli ?
secondo me invece la pensate proprio da italiani!!!!
quando magnini ha visto che incominciava a perdere ha cominciato a lamentarsi...non si rende conto che se gli altri gareggiassero nudi e lui con il miglior costume del mondo perderebbe lo stesso!!! quindi è inutile continuare con "lo slippino" megli pensare ad allenarsi oppure può andare a fare un'altra isola dei famosi che forse è meglio... sono stata un pò cattiva ma questo è il mio pesiero magnini!!! divertiti ai mondiali !!!!!!!!!
D'accordissimo con te. Altrimenti si rischia di andare nella stessa direzione dei famosi (e poi cmq azzerati) record dell'ora nel ciclismo. Ruote lenticolari, manubri a corna e altre diavolerie che facevano diventare famosi anche i buldozer della bicicletta!!!
Un bello slippino e via in acqua. Così ne guadagna anche lo spettacolo dei muscoli messi in mostra.
bravo magno:questo è parlare!
sarebbe davvero interessante vedere cosa ne sarebbe di tutti questi grandi campioni e record annessi,se si tornasse ai cari vecchi slip.quantomeno si chiuderebbero queste polemiche ma è una soluzione troppo facile e poi girano troppi soldi attorno a questi costumi.
come sempre uno con gli attributi. bravo.
porta avanti la tua proposta, è quella giusta;
ma tra i tuoi colleghi in quanti sono disposti a rinunciare a record con "l'aiutino" e ai soldi?
ciao
Grande Pippo: questo è parlare chiaro... bravo!
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