Eurosport - mer, 25 lug 12:35:00 2007
Alcuni Team Manager e corridori, poco prima della partenza della 16a tappa del Tour de France, hanno espresso la loro opinione sull'ennesimo scandalo che ha coinvolto il mondo di un ciclismo sempre meno credibile
I corridori di otto squadre protagoniste al Tour de France, due tedesche e sei francesi, hanno deciso di organizzare un sit-in di protesta contro il doping questa mattina. Al via della 16esima tappa con arrivo in salita ad Aubisque, i ciclisti di Agritubel, AG2r, Francaise des Jeux, Bouygues Telecom, Cofidis, Credit Agricole, Gerolsteiner e T-Mobile hanno indugiato qualche minuto prima di iniziare la loro prova.
Non è la prima volta che i protagonisti del Tour organizzano un sit-in come forma di protesta. Era già accaduto nell'edizione del 98, quando scoppiò lo scandalo doping della Festina. Ma rispetto a nove anni fa, quando i ciclisti si lamentarono dell'accanimento dei media su una questione che, a parer loro, distraeva dal lato agonistico della corsa, oggi la protesta è stata contro il doping.
I Team Manager di alcune formazioni hanno espresso la loro opinione, come Roger Legeay della Credit Agricole: "Vinokourov è stato preso e questo è un bene! E' arrivato il momento di sestenze esemplari, a mio avviso di sanzioni che chiudano la carriera di un atleta. Non voglio più vedere questo genere di persone in altre squadre. Bisogna dare un esempio forte agli altri corridori, agli altri team, per scoraggiarli per sempre dal prendere sostanze proibite".
Michael Holczer, della Gerolsteiner, è ancora più drastico: "La notizia rassicurante è che i test funzionano e che nessuno può credere di poterla fare franca. E' l'unico lato positivo di questa situazione che chiamerei drammatica. E' inutile girarci intorno, questo è un dramma".
Cìè chi, come Marc Madiot della Francaise des Jeux, continua a credere in un ciclismo pulito... "Non ha importanza se lo vogliamo oppure no, ma il futuro di questo sport è nelle mani dei giovani corridori. Dobbiamo offrirgli i migliori allenatori possibili e seguirli passo dopo passo, per proteggerli. Le tentazioni sono sempre dietro all'angolo, ma noi dobbiamo fargli vedere che chi ci casca viene preso prima o poi e ne paga sempre le conseguenze. Noi dobbiamo incoraggiarli e assicurarli che possono vincere restando degli atleti puliti!".
Qualche battuta anche da parte dei ciclisti. David Millar: "Grazie a Dio si è fatto qualcosa. Non so se sia stata una stupidata, un errore, ma per fortuna per tutti quanti noi è stato preso, con il sangue di un altro giusto?! O qualcosa di simile, questo significa che ha fatto qualcosa che non si può fare, lo sapeva. Insomma, iniettarsi il sangue di un'altra persona è qualcosa di molto pericoloso, è mi sembra che lui abbiamo calcolato i rischi che correva non solo per quanto riguarda la sua carriera sportiva, ma la sua vita!..".
Tom Boonen vede come una liberazione ciò che è accaduto ieri... "Tutti dicono: che brutta cosa per il ciclismo, ma si sbagliano. E' un bene per questo sport! Se non lo avessero preso, sarebbe stato molto peggio! Oggi soffriremo per l'intera giornata. Sarà una tappa durissima, ma invece, di pensare alla tappa, dovremo sentir parlare di questa storia tutto il giorno, tutto per colpa sua! Questo è un problema, ma ora sono certo che il 95, 99% dei ciclisti è pulito!".
Molti gli appassionati presenti a Orthez per l'inizio della tappa, alcuni dei quali hanno fischiato i protagonisti. Una delle tappe più attese del Tour viene oscurata, purtroppo, dall'ennesimo scandalo.
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