Toro, l'arrivo di Bianchi e i nuovi equilibri
La scommessa di Cairo: "Di Michele resta qui"
Di Michele è incedibile». Il tormentone estivo di Cairo diventa un vero e proprio slogan nella notte della rivincita di Re David. Troppo preziosi i suoi colpi qualificazione per pensare alla cessione, troppo legato il presidente al suo pupillo per poterlo far fuori a cuor leggero. Anzi, l’arrivo di Bianchi ha stuzzicato il numero uno granata: il suo sogno segreto è quello di vedere cosa possono combinare insieme Di Michele, Rolandinho e Rosina. Non darà mai indicazioni a De Biasi, ma la ferrea volontà di trattenere il fantasista con le valigie in mano conferma il desiderio di vantare una batteria d’attaccanti di primissimo livello. E da sogno per una tifoseria che ha ripreso entusiasmo e presto tornerà a bussare ai botteghini dell’Olimpico per abbonarsi. L’effetto Bianchi è concreto: già da oggi il Toro riaprirà la rete di vendita allo stadio ed in attesa di vederlo in campo col Lecce, gli animi si surriscaldano per la vicenda Di Michele. Da sicuro partente, l’ex rosanero ora sta sparigliando le carte del calciomercato granata. I tifosi, piacevolmente sorpresi, si interrogano se conviene cederlo dopo quello che ha fatto contro il Brescia in Coppa Italia (rigore conquistato e gol capolavoro del 2-1). Nella valutazione pesano i malumori dello stesso giocatore dopo le polemiche del ritiro e la certezza di non partire titolare in questo Toro. De Biasi ha subito fatto capire di puntare sulla coppia Amoruso-Rosina da affiancare al bomber (Bianchi), ma Di Michele ha dimostrato di essere il folletto indispensabile per cambiare ritmo, registro e risultato a questa squadra. Ed ecco serviti i dubbi amletici: «Venderlo o no?». Ad una settimana dalla fine del lunghissimo calciomercato, il Torino si ritrova con una rosa da 27 elementi da ridurre di tre unità. L’ultimo ed unico obiettivo in entrata è un centrocampista di qualità che sostituisca Grella (venduto al Blackburn), il resto è sfoltimento. Anche eccellente e con Di Michele in prima fila. Fino a sabato, visto che la notte da protagonista all’Olimpico rischia di far saltare tutto. «David non si vende - ha ribadito con forza Cairo dopo la partita - e dopo quello che ho visto lo confermo ancora di più». Potrebbe essere una strategia per alzare il prezzo di un giocatore che piace anche alla Roma e alla Reggina, ma il presidente ha un pensiero fisso: tenersi stretto il suo pupillo e dimostrare che l’investimento fatto l’anno scorso era giusto e avrebbe dato i suoi frutti. Per questo motivo Elvis Abbruscato è balzato in cima alla lista dei partenti: è chiuso da Bianchi e Stellone ed ha buone offerte da tre squadre di serie A. Catania, Reggina e Atalanta valutano prestito o comproprietà ed è lo stesso Cairo ad aver dato l’ok a Pederzoli per la cessione di Abbruscato, dopo l’arrivo di Bianchi (oggi le visite mediche) e la prova maiuscola di Re David. Resta così da ricucire lo strappo tra Di Michele e De Biasi, anche se il tecnico lo rivaluta. «Di Michele ha dato un bel segnale - ha commentato il tecnico -. Quando viene chiamato sa dare il proprio contributo. Se dispiacerebbe la sua partenza? Dispiace sempre quando un giocatore se ne va, ma ora bisogna valutare bene». Anche perché per GDB la situazione è chiara: «Non sono io a volere che vada via dal Torino: ci sono delle volontà del giocatore da rispettare». Il nodo è questo: cosa vuol fare Di Michele? «Lavorare e farsi sempre trovare a disposizione», commenta il suo procuratore Michele Ruggiero. «Il futuro? Non dipende da me, ma dalla società», ha risposto Di Michele nel dopo partita. «È così - ribadisce il suo agente - anche se non c’è nessun incontro previsto e David ha un contratto col Toro che rispetterà da serio professionista». La situazione Di Michele è quella più in bilico ed intrigante nel Torino che ha piazzato il suo botto di mercato («È la ciliegina sulla torta», dice Cairo) ed ora sta lavorando per dare più equilibrio alla squadra. Cioè agendo sul centrocampo che ora conta solo quattro mediani con Vailatti sulla via del prestito e Abate out per cinque settimane. Il Toro cerca un play o un centrocampista che agisca sulla sinistra. Mutarelli è un’opzione valida, ma bloccata dal contenzioso con la Lazio. Oggi potrebbe incontrare Lotito per trovare una soluzione (rescissione del contratto) che aprirebbe le porte al Toro. Cairo aspetta e non si espone, anche perché il romeno Petre costa e Bresciano difficilmente si sposterà da Palermo.
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