E` il giorno di Sheva, a Milano tutti aspettano le visite mediche e le parole dell`ucraino da neo rossonero. All`arrivo nel capoluogo lombardo, nella tarda serata di domenica, il `figliol prodigo` ha preferito tacere, si e` gustato il piccolo bagno di folla condito da un entusiasmo sopito per due anni e prontamente riemerso alla sola vista. Voglia di dimostrare con i fatti, piu` che proclami, questo il pensiero fisso dell`attaccante, in debito verso la tifoseria milanista, quella stessa che ne gustera` le magie insieme a Ronaldinho e a Pato, guarda caso anch`essi di rientro domenica. Coincidenza? Tutt`altro, segno di un destino che si e` compiuto. Sheva e Dinho hanno sfiorato l`idea di poter giocare insieme nel passato, il sogno ora e` diventato realta`. Non ha avuto problemi il `dentone` brasiliano a dare il benvenuto a chi gia` ha fatto un pezzo di storia: `Sheva e` un giocatore che porta allegria - ha detto in areoporto - Spero di poterlo aiutare, come spero di poter aiutare tutti i giocatori del Milan, spero che la squadra possa vincere grazie a tutti gli attaccanti di cui dispone` .
Insomma, niente preferenze per Dinho, Sheva o Pato, Inzaghi o Borriello, per lui nessuna differenza. Borriello, gia`, il tanto decantato `acquisto` estivo, terzo cannoniere del campionato passato, vittima di un infortunio in questo avvio di stagione, e` stato presto messo nel dimenticatoio. Di certo non deve avergli fatto piacere la continua ricerca del Milan di giocatori d`attacco. Il `vai` e` terminato con Sheva, il `via` potrebbe cominciare proprio da lui.
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