Eurobasket 2007 - Beli: "Italia disunita"

Eurosport - mar, 25 set 18:32:00 2007

La guardia azzurra, alla vigilia della partenza per gli States, dove giocherà nella prossima stagione, spiega le motivazioni che hanno portato l'Italia a disputare un Campionato Europeo sotto le aspettative. Le due diverse generazioni non sono riuscite a fondersi fra loro

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Il consiglio federale del 22 settembre ha rinnovato la fiducia a coach Recalcati come guida della nazionale per le qualificazioni agli Europei 2009. E, mentre Charlie resta in Italia, Marco Belinelli vola negli Stati Uniti, direzione San Francisco, dove, a partire da novembre, indosserà la canotta blu e oro dei Golden State Warriors. Prima di partire, però, "Beli" vuole lasciare un ultimo messaggio all'Italia, parlando della cocente delusione degli Europei di Spagna. La Nazionale, dopo le promettenti amichevoli estive, ha miseramente fallito. Perché?

Il problema è stato nell'amalgama; c'erano due gruppi, che non sono mai riusciti a fondersi. "C'erano i veterani che avevano vinto tanto, c'erano i giovani di talento, con presente o futuro NBA", dice Belinelli, che ha guidato l'attacco azzurro con 15.5 punti a gara. "I due gruppi non hanno mai legato. Nessuno remava contro, ma quasi mai abbiamo avuto cinque in campo che giocavano allo stesso modo. I veterani non ci sono venuti incontro e noi non ci siamo adeguati a loro. E ogni volta gli avversari ce lo hanno fatto pagare".

E cosa dire di coach Recalcati? Se la squadra non si è amalgamata, se il gioco latitava, la colpa è anche sua, o, nella peggiore delle ipotesi, soprattutto sua? Belinelli non crocefigge il proprio allenatore, ribadendo come ognuno debba portare il proprio fardello di colpe: "Recalcati ha sbagliato, ma come tutti noi. Non credo che il c.t. abbia colpe uniche e decisive. Quando i risultati sono così negativi, è evidente che l'intero gruppo non ha fatto il suo dovere".

E il futuro? La Nazionale potrà contare su di lui per riscattare l'onta di Spagna? Belinelli ci lascia con il fiato sospeso: "Fra un anno non so se ci sarò. Devo aspettare la mia prima stagione in America e vedere che cosa mi chiederà chi mi paga, i Warriors".

In bocca al lupo a Belinelli, allora, per la stagione da rookie oltreoceano. Ma, una volta bruciate le retine di San Francisco, speriamo che capisca che la nuova Nazionale non può prescindere da lui.

Daniele Fantini / Eurosport